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Confagricoltura: "I consumi delle mele toscane rallentano e calano fino al 12%"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Firenze, 12 aprile 2019– Travolge anche la Toscana il rallentamento dei consumi nel comparto ortofrutticolo registrato in tutta Italia e denunciato già dalla grande distribuzione organizzata. 

 

«La nostra regione si è certamente difesa meglio, ma non è rimasta immune al calo della domanda e alla conseguente diminuzione del valore del prodotto in questi primi quattro mesi dell'anno» spiegaAntonio Tonioni, presidente della sezione Ortofrutta di Confagricoltura Toscana. 

 

A farne le spese è soprattutto la frutticoltura che ha registrato un calo generale del 10% nelle vendite, con un conseguente abbassamento dei prezzi tra il 15 e il 20% rispetto al 2018. 

 

«A preoccupare i produttori toscani sono soprattutto le mele raccolte nel 2018 e stoccate nei magazzini» aggiunge Tonioni. «Le nostre mele sono uniche in quanto a proprietà organolettiche e a qualità, per questo ci aspettavamo un buon andamento delle vendite. Cosa che non è avvenuta. Le scorte negli impianti frigo, infatti, sono decisamente superiori alla media».

Le caratteristiche del prodotto toscano, quindi, non hanno impedito il calo della domanda. «Anche se le mele top di gamma non hanno subito grandi variazioni, nei consumi del prodotto di fascia media abbiamo registrato un -9% e addirittura un -12% in quello di fascia bassa» aggiunge Tonioni.

 

I prossimi mesi saranno decisivi per tirare le somme, ma intanto i produttori sono davanti a un bivio. «Dovremo capire se sarà più strategico abbassare ulteriormente i prezzi per incentivare il consumo o se rischiare di rimanere con il prodotto invenduto nei magazzini. Una cosa è certa, e va a vantaggio del consumatore, che potrà trovare sul mercato mele eccellenti a prezzi migliori» conclude Tonioni.

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