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Ristrutturazione del Monoblocco

Intervento del Comitato Salute Pubblica nel Consiglio Comunale straordinario del 12 novembre 2019

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il Comitato Salute Pubblica (CSP) di Massa Carrara è composto da cittadini, sia utenti dei servizi sanitari che lavoratori del settore, ed opera da molti anni sul territorio in difesa e per il rilancio della sanità pubblica. Il Comitato si impegna costantemente con il proposito di essere un punto di riferimento per i lavoratori e per tutti i cittadini che hanno a cuore la salvaguardia della Sanità Pubblica e che non vogliono rimanere inermi davanti al suo disfacimento.

 

Combattiamo contro un sistema di potere politico ed economico che, all’interno di un disegno di ampiezza nazionale, sta portando la Sanità regionale sempre più nelle mani di lobby private, e, con la scusa dei risparmi di bilancio, taglia costantemente i servizi fondamentali e priva i cittadini dei loro diritti basilari. La risposta e il contrasto a questo disegno può nascere solo dal basso e quindi da lavoratori e utenti che mettono per primi mano a questo sistema in crisi e si impegnano nel trovare mezzi (da scoprire e sperimentare) per migliorarlo e superarlo.

 

Il nostro ruolo è quello di farci interpreti dei desideri, delle esigenze e delle richieste di intervento che recepiamo da parte della cittadinanza del nostro territorio. Che purtroppo sono prevalentemente di denuncia e di difesa dall’attacco alla salute pubblica perpetrato continuamente dalla politica regionale e dall’ASL Nord Ovest, nel quadro delle storiche restrittive politiche nazionali.

 

Da molto tempo ci siamo resi conto che le soluzioni non possono venire dall’alto, nè tantomeno ci possiamo limitare a chiedere ai Rossi e Saccardi di turno di cambiare le cose, quando sono loro i primi a volere questo disastro per profitto. D’altra parte però ci sono soggetti onesti che oggi sono all’interno delle istituzioni, ma anche altri che sono fuori, che hanno tutta una serie di competenze e risorse che possono contribuire allo sviluppo della mobilitazione dal basso.

 

Partiamo da una breve ricostruzione degli eventi:

 

Prima della fine di giugno sono comparsi articoli di stampa che riportavano dichiarazioni del consigliere regionale Bugliani (PD) e poi della dottoressa Guglielmi, responsabile della Zona Apuana dell’ASL, dichiarazioni che facevano seguito ad incontri con l’assessore regionale Saccardi: si dava per molto probabile la costruzione di un nuovo edificio per il Centro Polispecialistico con la successiva demolizione dell’edificio che attualmente lo ospita, inaugurato appena due anni fa nell’ex Monoblocco di Carrara dopo costose opere di allestimento.

 

Viste le forze che erano scese in campo ci sembrò subito evidente che si stava giocando una partita politica sulla pelle dei cittadini e che c’era il forte rischio di vedere ridurre ancor di più i servizi sanitari presenti in città.

 

Abbiamo chiesto ed ottenuto, purtroppo solo a fine agosto, un incontro di chiarificazione con il Sindaco. In seguito a questo incontro, nel nostro comunicato del 31 agosto avevamo affermato: “L’unica ipotesi di intervento sulla struttura del Monoblocco che siamo disposti a discutere è quella della ristrutturazione per blocchi. Solo questa modalità, attuata anche attraverso l’uso di tutti gli spazi disponibili nelle palazzine di Monterosso, è accettabile per la cittadinanza e per gli addetti ai lavori e può garantire la salvaguardia e l’estensione dei servizi sanitari.”

 

Siamo stati pertanto soddisfatti quando abbiamo appreso dal Sindaco, nella Commissione Sanità del 7 novembre, che l’amministrazione comunale di Carrara ha preferito l’ipotesi della ristrutturazione rispetto a quella della ricostruzione/demolizione del Monoblocco.

 

È stato del tutto evidente negli ultimi mesi che questo fosse il desiderio della stragrande maggioranza della popolazione. Tutti abbiamo temuto di vedere attuato un altro capitolo della storia di rinuncia ed abbandono degli interessi dei cittadini messo in atto dalle precedenti amministrazioni comunali, quelle che hanno permesso la dismissione degli ospedali di Carrara e la netta riduzione dei servizi sanitari offerti sul territorio provinciale. Tutti abbiamo temuto di ritrovarci con una nuova struttura con spazi largamente insufficienti ad ospitare i servizi sanitari territoriali che stiamo attendendo e rivendicando da molti anni: quei servizi che sarebbero dovuti nascere prima o insieme al nuovo Ospedale delle Apuane di Massa ma che non sono ancora neanche in fase di progettazione.

 

Quindi le azioni che il Comitato ha portato avanti sono state: coinvolgere tutta la cittadinanza, far crescere la consapevolezza che l’unica soluzione sensata è quella della ristrutturazione, cercare di convincere l’amministrazione comunale e i vertici ASL che solo questa scelta poteva essere accettata dalla popolazione di Carrara perché può garantire il mantenimento e l’estensione dei servizi sanitari erogati a Carrara ed anche mantenere la presenza di un edificio che fa parte dell’identità della città e dei suoi abitanti. Con questo spirito abbiamo partecipato al presidio sotto al palazzo del Comune il 24 settembre: volevamo che fosse visibile l’ampia partecipazione della cittadinanza e la mobilitazione collettiva a favore della ristrutturazione e contraria alla ricostruzione/demolizione. Abbiamo infatti sempre ritenuto che la partecipazione non possa essere rivendicata e concessa ma vada costruita dal basso attraverso la consapevolezza dei propri diritti di cittadini. Per questo non abbiamo condiviso alcune posizioni che, dopo quel giorno, hanno preferito far prevalere la polemica politica e la contrapposizione rispetto alle proposte e al confronto. Partivamo dalla convinzione che questa amministrazione comunale potesse recepire le istanze dei cittadini e che solo attraverso questa via avremmo potuto scongiurare la demolizione, dato che ASL e politica regionale sembravano invece propendere per questa nefasta ipotesi.

 

I fatti sembrano darci ragione e ne siamo contenti.

 

Il nostro fine ultimo rimane sempre il bene della città di Carrara e della provincia, nell’ambito della salute pubblica. Sappiamo bene che l’ospedale è solo la punta dell’iceberg della sanità. Tutto il resto: medicina di base, d’iniziativa, riabilitazione, cronicità è tutto compito sei servizi territoriali. Da noi per ora la politica e la dirigenza ASL hanno pensato solo all’ospedale, dedicando ogni risorsa alla punta e tralasciando la base che si sta pian piano sgretolando. Bisogna invertire la marcia, e il decreto Balduzzi ci sostiene, per l’uso delle strutture dismesse cominciando dall’ex Ospedale e dalle altri edifici di Monterosso.

 

Il Comitato Salute Pubblica è convinto che non si possa assolutamente rinunciare agli spazi ottenibili dalla ristrutturazione dei piani del Monoblocco, che comprendono i piani seminterrato e rialzato (ex pronto soccorso, cardiologia e centro trasfusionale), e dal recupero di tutte le palazzine di Monterosso. Per questo intervento è indispensabile che la politica regionale destini le risorse sufficienti, come già richiesto dal nostro Sindaco. Ma inoltre, se si libera a Massa l’edificio ex Ascoli creando a Carrara il polo didattico con scuola per gli OSS (operatori socio sanitari), l’ASL risparmia ogni anno 120 mila euro: sono risorse che possono essere dedicate ogni anno a ristrutturare ognuna delle cinque palazzine di Monterosso.

 

Nelle varie fasi della ristrutturazione del Monoblocco, da effettuarsi per blocchi, sarà ovviamente necessario attuare trasferimenti temporanei. Riteniamo che non siano da prendere in considerazione soluzioni quali la costruzione ex novo di altre strutture o l’affitto di prefabbricati: sarebbero soldi pubblici mal spesi. Molto meglio valorizzare l’esistente. Ad esempio riguardo alle sale operatorie ci risulta che le sale ex oculistica ed ex orl hanno lavorato fino al 2017: erano in due palazzine. Ora non sono attrezzate perché tutti gli strumenti sono stati portati via, ma sono ancora predisposte, perché funzionavano prima del trasloco. Possono quindi fare eventualmente da “ponte“ meglio di un prefabbricato. Potrebbero essere ripredisposte ed utilizzate durante la fase di ristrutturazione del Monoblocco.

 

Per la Casa della Salute un sopralluogo effettuato dalla Commissione Comunale aveva già individuato come congrui gli spazi dell’ex pronto soccorso e dei due piani del cosiddetto avancorpo.

 

Inoltre il Monoblocco, essendo nato come struttura di degenza, potrebbe agevolmente destinare un’ala ristrutturata per aumentare i posti letto delle cure intermedie. Infine si potrebbe trovare uno spazio adeguato, in una palazzina o nel Monoblocco, per una palestra AFA (attività fisica adattata).

 

Ma, concretamente, cosa possiamo fare? Quello che hanno gìà fatto altre realtà vicine che fanno parte della nostra stessa ASL Toscana Nord Ovest. Ad esempio Querceta dove esiste una casa della salute con punto di primo soccorso, palestra afa, consultorio, ambulatori, Adi, ecc. Oppure Lucca dove esiste un ospedale di comunità in una delle palazzine del vecchio ospedale e recentemente ne hanno inaugurato la seconda ala.

 

Mettiamo quindi in azione il decreto Balduzzi, valorizziamo anche noi i vecchi ospedali. Teniamo presente che tutte le palazzine di Monterosso hanno praticamente la metà dello spazio inutilizzato. Un edificio (ex palazzina G) è completamente vuoto e trascurato. Circa un terzo dello spazio all’interno del Monoblocco è un cantiere abbandonato. Una situazione di desolazione e conseguente degrado che risulta molto triste sia per gli addetti ai lavori che per i cittadini che usano i servizi.

 

Possiamo voltare pagina! Creiamo a Carrara una Cittadella della Salute che ampli la gamma di servizi sanitari erogati per tutto il territorio e al contempo valorizzi l’ampia dotazione di strutture edilizie presenti nell’area di Monterosso, e non solo, che costituiscono un innegabile valore per tutta la città.

Della Cittadella della Salute fanno parte alcuni degli obiettivi per cui abbiamo sempre lottato, e continueremo a farlo:

 

  1. Una Casa della Salute di tipo complesso, dotata di Punto di Primo Soccorso (con Punto di Emergenza Territoriale -118), che dia spazio agli studi medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, ma anche a studi di medicina specialistica e diagnostica a sostegno del lavoro dei medici. Una Casa della Salute che ospiti un punto di erogazione di assistenza infermieristica domiciliare, il servizio di assistenza sociale, il servizio prelievi, il centro unico di prenotazione (CUP), che possa offrire spazi per le associazioni di patologia, il volontariato e il terzo settore. E per una palestra AFA.

  2. Un Ospedale di Comunità per la degenza temporanea di pazienti non acuti. L’Ospedale potrebbe includere un reparto didattico per OSS che sarebbe una peculiarità per l’intera nostra ASL. Si potrebbe ottenere il trasferimento della Scuola Infermieri e costituire un Polo didattico Sanitario con un corso di laurea per infermieri: il polo universitario che si aspetta da anni e che ridarebbe vita anche alla città.

  3. Una nuova ala per le Cure Intermedie attualmente insufficienti per una popolazione che conta sempre più vecchi.

  4. La salvaguardia delle sale chirurgiche per chirurgia ambulatoriale e oculistica, del Day Hospital oncologico, della Medicina Nucleare e al potenziamento della Radiologia. Gli spazi necessari possono essere garantiti utilizzando al meglio le palazzine di Monterosso (con gli adeguamenti necessari) e tutti gli spazi del Monoblocco ristrutturato.

  5. Si potrebbero inoltre ospitare tutti gli ambulatori territoriali attualmente impropriamente ospitati nella struttura ospedaliera del NOA.

 

Dobbiamo inoltre continuare a rivendicare l’attuazione di tutte le promesse mai mantenute dall’ASL:

  1. La ultra ventennale mai completata realizzazione della RSA Fossone. L’apertura della RSA di Fossone è urgente: occorre avere più posti letto in RSA: attualmente ci sono persone in lista di attesa e questo problema aumenterà visto l’invecchiamento della popolazione e l' aumento di anziani soli non autosufficienti con figli lontani o senza figli.

  2. La realizzazione della Casa della Salute di Avenza che rischia di diventare anch’essa una storia pluriennale visti gli stanziamenti insufficienti.

  3. il potenziamento tecnologico di Radioterapia e un incremento del personale della Radiologia con apertura 12 ore (08.00 – 20.00) da lunedì al sabato

E anche di quelle contraddette come ad esempio la recente notizia del trasferimento al NOA della Medicina Nucleare che secondo il PAL era invece previsto a Carrara.

 

Non possiamo fidarci dell’ASL, dobbiamo costantemente vigilare affinché non vengano distolte risorse ed impoveriti i servizi esistenti come i distretti di Avenza e di Marina.

 

Quindi in conclusione ribadiamo che il Comitato Salute Pubblica è disponibile a collaborare attivamente per il raggiungimento dell’obiettivo di una ristrutturazione che valorizzi al massimo le strutture presenti, evitando il degrado e lo stato di abbandono e il depauperamento di servizi per l’intera città di Carrara e la provincia. Vorremmo che fosse questo l’obbiettivo condiviso dall’amministrazione comunale e imposto all’ASL. Un obbiettivo ambizioso ma realizzabile, con il sostegno convinto di tutta la cittadinanza.

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