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Al Planetario on line si parla di astronomia e musica

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Cosa hanno in comune astronomia e musica? Ben poco apparentemente, se si esclude il fatto che siano le più "immateriali" fra le scienze e le arti, costituite come sono, nel caso della musica, da invisibili ed intangibili vibrazioni dell'aria e nell'altro da oggetti immensi e concreti ma lontanissimi ed immodificabili.

 

In realtà, come si dimostrerà nell'incontro di questo venerdì 19 giugno a partire dalle ore 21, nell'ambito di planetario on line con cui il planetario comunale di Marina di Carrara ha tenuto i rapporti con i curiosi e gli appassionati del cielo in questo periodo di chiusura causa Covid 19, i legami fra astronomia e musica sono strettissimi fin dalle origini stesse della civiltà e continuamente rinnovati. Alcuni esempi? Per molte culture l'Universo trae origine da un suono, e c'è una vibrazione sonora od un canto preesistente alla nascita stessa dell'universo (mito sorprendentemente attuale quando si pensi che la cosmologia moderna ipotizza il Big Bang come prodotto da vibrazioni quantiche nel vuoto...). Ma, al di là del mito, sono molti i casi di astronomi-musicisti (uno per tutti Galileo Galilei, che, vivendo in una famiglia di musicisti fiorentini, buon esecutore anch’egli di liuto, pone le basi della fisica musicale studiando assieme al padre, le frequenze del suono, le vibrazioni delle corde, la consonanza e dissonanza degli intervalli musicali ecc.). Sono poi innumerevoli i riferimenti astronomici nelle composizioni musicali (dall'opera al pop), spesso semplici rimandi poetici, ma molte altre volte intenzionali e raffinati. Non è poi un caso che i nomi delle note siano 7 (come i "pianeti" noti agli antichi) e 12 i semitoni in una ottava musicale (come i mesi dell'anno o le costellazioni zodiacali), oppure che la Luna compaia nel titolo e nel testo di migliaia di canzoni.

 

Di questo e d'altro ancora, a partire da esempi ed ascolti musicali dal vivo, si parlerà nell'incontro on line sulla pagina Fb del gruppo astrofili massesi. Si anticipa che dal prossimo venerdì il planetario verrà aperto al pubblico con le misure necessarie in questa fase (prenotazione nominale obbligatoria, mascherine e gel, numero massimo prefissato in 15 partecipanti, distanziamento ecc.).

 

Nell'immagine: una foto "strana" di Brian May, chitarrista del gruppo inglese dei Queen (si, quello di We are the champions, o di Freddy Mercury o di Bohemian's Rhapsody). Nel 1971 stava preparando la sua tesi in astrofisica quando ne venne "distolto" dal successo e dai tour col gruppo musicale. Ma negli ultimi anni ha ripreso la sua passione, laureandosi nel 2007 in astrofisica, e collaborando a progetti della NASA nonché alla più diffusa rivista di astronomia e ad una trasmissione sullo spazio in onda sulla BBC. In questa foto è davanti a uno dei 4 telescopi di 8,2 metri presenti presso l'osservatorio dell'ESO al Cerro Paranal (nel nord del Cile) mentre stava lavorando alla sua tesi finale.

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