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Carrara

Comunicato stampa Movimento 5 Stelle sul bilancio consuntivo 2012

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il bilancio consuntivo del Comune di Carrara relativo all’anno 2012 fotografa la situazione finanziaria non certo rosea dell’ente. Poche settimane fa abbiamo preso atto dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti al documento relativo l’anno 2011; rilievi che hanno ancora una volta evidenziato la debolezza della struttura finanziaria dovuta in gran parte ad un indebitamento eccessivo e alla presenza di crediti trascinati dal passato. Sui motivi di tale  indebitamento c’è poco da dire, sia i consiglieri sia i cittadini sono stati ampiamente informati sullo sforzo compiuto dal Comune per terminare la Strada Dei Marmi. Sul punto, meriterebbe più di una riflessione quanto il marmo sia stato per questa città un occasione di sviluppo ma soprattutto quanto saprà dare alla città in termini certo di prospettive di lavoro e di salvaguardia del territorio. Carrara e le sue montagne non devono e non possono essere considerate solamente una miniera a cielo aperto, da spremere intensamente fino a svuotarla delle sue ricchezze ambientali e culturali. Un economia basata sullo sfruttamento intensivo del territorio e che lentamente lo impoverisce,  un economia di rapina come alcuni la hanno definita, non può essere tollerata se non nella misura in cui favorisce indirettamente la nascita e lo sviluppo di nuove attività che possano soddisfare la domanda di lavoro, drammatica nella nostra realtà, e che in un futuro non molto lontano ci permettano di dare respiro alle nostra montagne. L’investimento nella strada dei marmi e il patto di stabilità hanno di fatto ingessato il bilancio dell’ente e di certo anche osservando le singole voci di spesa corrente ci si rende conto della pochezza delle risorse destinate ad attività come il turismo, strategiche per il rilancio dell’economia locale. La nostra città è forse l’esempio più evidente dell’attuale situazione economica del nostro paese, i cui cittadini sono seduti su una miniera le cui vere ricchezze sono l’arte, la cultura, il paesaggio, un ambiente straordinario da valorizzare e che invece viene continuamente distrutto, a vantaggio di pochi. Il comparto lapideo quest’anno ha contribuito con circa 18 milioni di euro alle entrate correnti del Comune una cifra consistente, che si ridimensiona non di poco se consideriamo gli oneri finanziari, rimborso mutui e interessi passivi, e egli altri costi connessi alle gestione e alle esternalità negative del settore. A nostro parere, ma non solo nostro per la verità, il Comune potrebbe incassare cifre ben superiori attraverso modifiche sostanziali al ‘’Regolamento sugli agri marmiferi’’ che consentirebbero di eliminare i privilegi connessi ai ‘’beni estimati’’ e permetterebbero il rilascio di regolari concessioni, per le quali, ogni concessionario sarebbe chiamato a corrispondere un canone in linea con il valore di mercato del materiale estratto. In un contesto attuale caratterizzato da continui tagli da parte del governo centrale a carico degli enti locali, ci chiediamo come possano le altre comunità, che  non possono beneficiare di una risorsa simile, continuare lo svolgimento delle loro attività senza caricare eccessivamente i cittadini di altri oneri fiscali o contributivi. Anche sotto quest’ottica, non possiamo non osservare quanto pesante sia stato l’aumento imposto dall’amministrazione in termini di addizionale comunale all’Irpef, il cui gettito è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, aumento che non ha risparmiato  anche le fasce di reddito più basse. Ad una situazione già critica di per sé si affianca il mondo delle società partecipate che anche quest’anno hanno contribuito a rendere più faticoso il raggiungimento dell’equilibrio corrente. Agli storici vuoti a perdere, Cat e Gaia Spa, si sono aggiunti i debiti della Progetto Carrara Spa e l’onere milionario del concordato del Cermec. Sul Cermec ci appare singolare la scelta dell’amministrazione di rinnovare le cariche del collegio sindacale a quei membri già presenti negli esercizi in cui è maturato il dissesto. A prescindere della presenza di responsabilità professionali, ci interroghiamo sull’opportunità di confermare un organo di controllo a cui sarebbero sfuggite varie e diffuse irregolarità contabili, dalle operazioni afferenti i rapporti con Delca Spa (socio di Cermec nel fallimentare progetto ErrErre), alla illegittima capitalizzazione dei costi di bonifica, operazioni contestate per milioni di euro. Tali comportamenti sono stati resi possibili dall’assenza di un adeguato sistema di controllo interno. Non è questo il modo di condurre e gestire aziende che sono patrimonio della città  ma che troppo spesso diventano strumento per raggiungere indebiti vantaggi personali oppure mezzi per mantenere e consolidare il consenso elettorale. Alla luce dell’evidenza che sarà poi la collettività ad assumere le incombenze finanziarie per i disastri perpetrati, ci appare del tutto vuota l’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione. Attendiamo inoltre chiarimenti sulle operazioni straordinarie, fusioni, trasformazioni e cessioni di quote che tra annunci e proposte prima proferite e poi ritirate, non sono ancora giunte sul tavolo della commissione consiliare competente.

M5S CARRARA

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