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Comunicato stampa gruppo "In 500 sulla battigia” - "Coordinamento Mare Libero"

"Sistema-mare italiano unico nel mondo perché anomalo"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il tema è sempre quello: auspicabile messa a bando delle concessioni balneari, spazi (pochi!) rimasti a libera fruizione e canoni di concessione irrisori. Alle riflessioni che, in questo senso, ha esposto nella trasmissione X contro di Noi Tv, Andrea de Plano, membro del direttivo del Coordinamento Nazionale Mare Libero, fa specie ascoltare le repliche del senatore di Forza Italia Massimo Mallegni e del consulente Sib Confcommercio Pietro Bellandi.

 

“Bisogna considerare molti fattori - dicono i due in perfetta sintonia - intanto, quando si parla di canone demaniale, non ci si può esimere dalla verifica dei costi che, solo per pulizia della spiaggia e servizio di salvataggio, ammontano, per ogni azienda a cifre davvero elevate. Inoltre, aggiungono, a causa della difficoltà di reperire credito presso i canali ordinari, ogni azienda che abbia voluto fare nei decenni di gestione, degli investimenti, si è vista costretta ad ipotecare casa propria e addirittura in alcuni casi quella di genitori e perfino zie”.

 

“Tutte queste famiglie - continuano - che danno lavoro a milioni di persone, e che gestiscono da decenni il sistema-mare italiano, unico nel mondo, avrebbero diritto a riconoscimenti per il sol fatto di essere riusciti, laddove prima vi era spiaggia, a creare vere e proprie imprese piuttosto che auspicare la loro fine, con la mera messa a bando delle concessioni! In fin dei conti, è incomprensibile come un’azienda possa esser discriminata, nel suo valore economico, per il sol fatto di esser sita al di sotto dei viali a mare (facendo probabilmente riferimento alla Versilia). Tutto questo accanimento contro i balneari è solo frutto di un atteggiamento ideologico di chi, addirittura, scredita le istituzioni, permettendosi di manifestare con degli striscioni sotto la sede del Consiglio di Stato”.

 

Termina il senator Mallegni con una promessa: “Noi lotteremo, non solo, in difesa di tutte queste famiglie, ma anche affinché venga finalmente abrogato l’art.49 del codice della navigazione (che prevede il passaggio di proprietà allo Stato di tutte le opere insistenti nel perimetro della concessione e alla cessazione della stessa, che non siano facilmente amovibili)!”.

 

Ecco, noi, del Coordinamento Mare Libero, vorremmo spiegare al sig. Mallegni e a tutti coloro che nutrono la convinzione che sulle spiagge e sul mare si possa trarre per anni e anni profitto, che quando parla di aziende, imprese, valore di mercato, investimenti, infiniti costi, rischi, ipoteche e quant’altro, sta parlando sempre di elementi di diritto privato che nulla hanno a che fare con lo strumento concessorio. Giustissimi tutti i suoi ragionamenti proprio per quelle aziende che, come lui sottolinea, stanno al di sopra dei viali a mare: ossia fuori dalla gestione di un bene collettivo! e facilmente appetibili per chi, come lui, ne conosce così bene i meccanismi.

 

Il sistema-mare italiano, inoltre, è unico nel mondo, per un semplice motivo: perché è anomalo, in quanto, non solo contrario a qualsiasi principio sui beni comuni, ma anche e soprattutto alla logica che vorrebbe sfruttarli all’infinito per l’interesse dei soliti noti.

 

Quanto ai nostri striscioni sotto il Consiglio di Stato, bè, vorremmo tranquillizzare il senatore: non stavano lì per screditare le istituzioni, anzi! erano lì per affermare che bisogna tornare a vedere le cose per quel che sono: la spiaggia un bene demaniale e la concessione un istituto giuridico a tutela e a garanzia di quel bene per il vantaggio di tutta la collettività. Secondo la legge. E nel rispetto di chiunque voglia goderne, proprio quel chiunque che le istituzioni rappresentano!

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