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Associazione industriali Massa Carrara:

"Le lobby e la tassazione del marmo"

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Quella della giusta tassazione del marmo e di un adeguato flussi di introiti per il bilancio del Comune di Carrara è un tema che interessa gli imprenditori del settore esattamente come tutti gli altri gruppi della comunità locale.  Diversamente da quanto sostengono professori di passaggio  e male informati, gli imprenditori non sono mossi da intenti speculativi; vivono immersi nella comunità locale con la quale vogliono avere rapporti di armonia;  chiedono  un quadro normativo chiaro e stabile entro il quale calare i propri progetti di investimenti con un giusto ritorno a fronte dei rischi affrontati. E quanto più il quadro è certo e sostenibile, tanto più gli investimenti attivano circuiti che generano redditi e occupazione. Quello della tassazione resta una tema centrale per la nostra comunità sul quale  è giusto confrontarsi apertamente e nessuno dovrebbe stizzirsi se, su una materia oggettivamente complessa, vi sono posizioni diverse. Ed è normale che le decisioni delle Amministrazioni siano assunte tenendo in considerazione le richieste di gruppi di opinione, comitati e associazioni (che non sono affatto le lobby additate nelle polemiche degli ultimi  giorni) e questo vale ancora di più oggi che la tradizionale funzione di collettore di istanze organizzate svolta dai partiti si è svuotata. Proprio per la complessità della materia, nel confronto si omettono alcuni dati di fatto di cui nessuno sembra tenere debito conto. Il sistema che disciplina l’attività nelle nostre cave (qui come nel resto della Toscana) è uno dei più severi d’Italia; il livello di imposizione sulle attività estrattive del Comune di Carrara è tra i più elevati d’Italia; i controlli diretti e indiretti sono svolti con particolare zelo, ivi incluso l’efficace check point delle pese.  Per gli imprenditori del settore questi sono fattori positivi  che riducono  i margini per operazioni meramente speculative e che dovrebbero essere debitamente tenuti presenti. Anche sui  beni estimati si leggono le cose più strane;  negli accordi  sottoscritti  tra Amministrazione Comunale e Associazioni, ai beni estimati veniva applicato lo stesso trattamento tariffario degli agri marmiferi; pertanto  fino al 31/12/2011 non c’è stato nessun minore introito per le casse del Comune.  Le cose sono cambiate nel 2012 in seguito alla decisione unilaterale dell’Amministrazione Comunale  di cancellare  gli accordi, cosa che ha fatto scattare automaticamente l’applicazione del regolamento in base al quale i beni stimati non pagano il canone concessorio.  Sulla natura giuridica dei beni estimati si possono avere idee diverse, ma resta il fatto che sul tavolo delle trattative le Associazioni hanno costantemente fatto presente, dando prova di responsabilità e di considerazione per i bilanci comunali,  la condivisione del principio di  una unica tassazione. Un ultimo contributo al dibattito in corso riguarda i contenziosi e gli arbitrati. Il modo in cui è disciplinata la tassazione del settore contiene una serie di aspetti controversi la cui applicazione  (esatto responsabile dell’obbligazione, retroattività, scadenza diverse da quelle pattuite..) ha indotto alcune imprese a fare i ricorsi; l’Amministrazione Comunale insegue i propri legittimi obbiettivi ma (vedi  la tassa marmi)  questo deve avvenire entro i normali binari del sistema giuridico.  Va comunque rilevato che gli arbitrati non sono affatto un atto muscolare da parte di “irriducibili pronti allo scontro sociale”: sono previsti dal  regolamento Comunale nella procedura determinazione del valore della produzione. Il Consiglio comunale può stabilire a proprio piacere (come ha fatto) la percentuale del canone concessorio ma nel decidere il valore delle produzioni gli uffici tecnici del Comune possono sbagliare anche perché le variabili da considerare sono molte e non sempre dispongono di informazioni accurate. Il ricorso all’arbitrato è una operazione onerosa di cui le imprese farebbero volentieri a meno e non c’è nessuna ostilità verso l’Amministrazione Comunale.

 

A cura dell’ufficio stampa dell’Associazione Industriali

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