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Venturi (Cassa Edile Massa Carrara): "Lucchetti ha ragione, il settore edile ha subito un grave crollo"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

“L'emorragia aperta dalla crisi del 2007-08 non è stata tamponata e stiamo ancora sanguinando in maniera copiosa, per questo, purtroppo, non posso che confermare i numeri forniti dal Presidente degli industriali di Massa Carrara, Erich Lucchetti, sullo stato del settore edile nella nostra provincia, basti pensare che in meno di 10 anni siamo passati da oltre 170 mila ore lavorate a poco più di 96 mila” così il Presidente della Cassa Edile della Provincia di Massa Carrara, l'ente paritetico che riunisce i rappresentanti delle imprese edili e dei lavoratori delle costruzioni, sulla situazione del settore.

 

“Le costruzioni versano in una situazione di emorragia inarrestabile ormai da anni – spiega Venturi -. Nel sistema Cassa Edile (ente paritetico di sindacati ed imprese), che fotografa a cadenza mensile manodopera, ore lavorate, numero di imprese e massa salari, stiamo registrando un 40% in meno di tutti i parametri monitorati dal 2011, anno in cui sono venuti alla luce tutti gli effetti della crisi finanziaria del 2007-2008 che dagli Stati Uniti si è estesa in Europa. Ciò si traduce nella nostra provincia, in decine di imprese in meno e di conseguenza in centinaia di posti di lavoro in meno”.

 

“E' peraltro un fatto positivo che alcuni settori dell’indotto delle costruzioni, come il marmo, riescano a contenere la crisi – aggiunge Venturi - , perché hanno potuto diversificare l'offerta aprendosi ai nuovi mercati all'estero dove l'edilizia non ha subito il crollo italiano. Per le imprese edili della nostra provincia il mercato rimane esclusivamente quello interno e quindi il crollo degli investimenti pubblici e privati è stato esiziale”.

 

“Ad esempio a marzo 2011 si contavano oltre 400 aziende iscritte alla nostra Cassa Edile (404 per l'esattezza) che occupavano quasi 1’400 persone con un monte ore lavorate pari a oltre 170 mila (172.426)- aggiunge Venturi -. A marzo 2019 invece avevamo 218 aziende iscritte per 749 operai e 96.195 ore lavorate. Il che significa che abbiamo subito un evidente crollo sia in termini di aziende (da 404 si è passati a 218 cioè meno 186), sia di operai occupati (quasi dimezzati: sono scesi da 1.399 a 749, 650 in meno quindi), sia ore lavorate (da 172.426 a 96.195 cioè 76.231 in meno). Sono numeri che parlano da soli e chiedono una svolta, anche alle nostre istituzioni locali e regionali, perché la situazione richiederebbe una sensibilità che talvolta non è mostrata da tutte le stazioni appaltanti pubbliche”.

 

“In particolare tale emorragia – puntualizza il Presidente della Cassa Edile - è generata sia dalla contrazione del numero delle gare bandite, sia dalle modalità di gara dove si privilegia troppo spesso solo il criterio del massimo ribasso, sia da prezzi che impediscono alle imprese di lavorare con un equo riconoscimento per il lavoro offerto”. 

 

“Inoltre i ritardi che hanno subito le pianificazioni territoriali, non hanno permesso un adeguato sviluppo del comparto privato delle costruzioni, a danno di chi avrebbe avuto la possibilità di investire e delle imprese che ne avrebbero tratto un evidente volano di sviluppo”

 

“Oltretutto la manodopera e le imprese locali spesso sono anche impossibilitate a partecipare – dice Venturi -. Ad esempio, se c'è un'opera pubblica del valore di 10 milioni è evidente che facendo un unico lotto da 10 milioni di fatto impedisco alle nostre imprese che sono di medie e piccole dimensioni di partecipare con qualche possibilità di aggiudicazione. Se invece faccio 10 lotti da 1 milione avrò più possibilità che le imprese di Massa Carrara possano concorrere”.

 

“Quello che oggi dobbiamo sciogliere è il circolo vizioso in cui siamo stati trascinati – spiega Venturi-. Perché mentre da una parte abbiamo una crisi che sta facendo scomparire imprese e posti di lavoro, dall'altra abbiamo una evidente esigenza, come collettività, di mettere in sicurezza molte strutture pubbliche a partire dalle nostre scuole e più in generale da tante infrastrutture che necessitano di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Siamo cioè prigionieri di una contraddizione che sta punendo non solo chi come noi lavora nel settore edile, ma anche tutta la comunità, che si trova a studiare, lavorare e vivere in un territorio con strutture pubbliche sempre più degradate e talvolta anche pericolose”. 

 

“Per questo serve che le istituzioni – conclude Venturi – rilancino un piano di investimenti pubblici che facendo ripartire il nostro settore edile crei non solo nuova occupazione ma metta mano finalmente alle strutture e infrastrutture pubbliche per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini di Massa Carrara”.

 

Matteo Venturi, Presidente Ente Cassa Edile Provincia di Massa Carrara

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