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Massa

Aggressione omofoba: lo sdegno della consigliera Mosti

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

"Ieri sera in centro a Massa verso mezzanotte e un quarto ero con la mia amica che avevo accompagnato al motorino, uno che passa accanto a noi mi guarda e mi dice “Che finocchio”.Io, che zitto non ci sto, mi sento di rispondergli “Guardati per te”. Questo si gira offeso e mi ridice “Dimmelo nel muso”. Io mi sono fermato e gli ho ridetto “Guardati per te”.Questo avvicinatosi ha continuato a chiedermi in modo aggressivo di dirglielo in faccia, come se fosse colpa mia. Io gli ho ripetuto di farsi i cavoli suoi e di guardarsi per sé.Tempo zero, mi ha tirato dritto in fronte il casco che aveva sottobraccio. Io poi non ho capito più niente perché quella botta inaspettata mi ha rimbambito del tutto. Ho solo sentito il suo amico che mi ha detto, a mo’ di monito “Bada a come rispondi”.

 

Ma che ho fatto? 

Ho risposto ad una legittima provocazione e per questo mi devo meritare le cascate in testa? Lasciando stare per cosa è partito tutto che merita un discorso a parte, ma non mi pare normale che in pieno centro a Massa, un deficiente si metta a tirare le cascate alla gente perché ci si permettete di dirgli di stare al posto suo e di farsi i cosiddetti “cazzi suoi”. Siamo davvero tornati allo stato primitivo dove ci tiriamo le mazzate perché non ci piace quello che dice l’altro?
 

Poi a questo gli va di lusso perché ho solo un bernoccolo e non so davvero chi fosse perché mai visto in vita mia, ma pensa se fosse stata più grave la botta, se fossi svenuto o avessi riportato un trauma più grave è se fossi finito in ospedale, non l’avrebbe neanche passata tanto liscia (ed è quello che capiterà comunque se lo ribecco).

 

Sul discorso del “finocchio”, davvero c’è poco da dire perché in primis io faccio quello che mi pare senza doverne rendere conto a nessuno e nessuno si deve permettere di giudicare quel che faccio perché chi si fa i cavoli suoi campa cent’anni; in secundis il fatto che abbia usato quella parola per ledere la mia virilità (perché si sa, quando un ragazzo ti da in modo dispregiativo del finocchio lo fa per minare la sicurezza virile altrui di maschio dominatore a favore della sua) fa già capire quanto questo sia poverino e di ristrettezza mentale da dover ricorrere a queste paroline per sminuirmi, anche se ovviamente da fastidio e per questo ieri ho riposto.

 

Ma di certo non saranno un presunto insulto e una cascata in fronte a impedirmi di andare avanti con la mia vita. Anzi, come dice Nietzsche “quel che non mi uccide, mi fortifica”. Questo è stato più uno sfogo mio personale riguardo l’accaduto.

 

IO STO BENISSIMO, ho solo il sopracciglio gonfio niente di grave.

L’unica cosa che posso dire? Magari qualche pattuglia di vigilanza in più per Massa e sensibilizzare di più la popolazione massese in qualche modo non sarebbe male, perché io ero davanti al teatro Guglielmi di sabato sera ed era pieno di persone, ragazzi ed adulti, e nessuno ha mosso un dito"

 

Questo è il post di Alessandro Guadagni che mi è stato inviato da diverse persone. 

 

Ovviamente la mia solidarietà ad Alessandro per l'aggressione verbale e fisica ricevuta a causa del suo orientamento sessuale; ma come dice lui stesso "sul discorso del FINOCCHIO c'è poco da dire", o meglio, c'è troppo, ma non sulla parole in sé. 

 

Credo invece che tutte e tutti noi, soprattutto chi ha un ruolo pubblico in questo momento, dobbiamo riflettere sul perché nel 2019, dopo anni e anni di lotte per l'uguaglianza, dobbiamo assistere all'ennesima dimostrazione omofoba. Sul perché un ragazzo pensa sia giusto ferirne un altro perché non rispecchia quello che lui ritiene "normale". Vorrei poter parlare a questo ragazzo, cercare di farmi spiegare, cercare di spiegargli a mia volta che se Alessandro è gay a lui non causa nessun problema, o sì? 

 

Interroghiamoci su ciò che è successo davanti al nostro teatro, perché a forza di far finta di nulla e di minimizzare, a suon di sostegno a congressi veronesi e dissensi per i gay Pride, chi è diverso sarà tacciato da qualche superiorità inesistente. E poi diverso da chi? 

 

Sono sicura che domani in Consiglio Comunale, il sindaco e il presidente del consiglio condanneranno questo comportamento. 

 

Elena Mosti

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