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Massa, turismo

Le riflessioni di un nostro lettore

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

L' articolo dell' assessore Menchini, sul rilancio del turismo è stato per me oggetto di riflessione, in particolare sui cinque beni (o assets per usare un anglicismo dilagante) indicati come fondamentali per il nostro territorio.

1)L' arenile. Dal dopoguerra ad oggi, in un susseguirsi di falliti tentativi per arginare l' erosione, sono stati spesi milioni e milioni, tutti e sempre inseguendo quelle logiche clientelari di partito rivolte al guadagno del singolo e a spese della collettività . Una vergogna. Inoltre, cosa di non poco conto, ad oggi manca ancora un piano dell' arenile che regolamenti in maniera seria e definitiva gli accessi, le spiagge libere, quelle private ecc. Quanti anni ancora dovremo attendere ?

 

2)Balneabilità  delle acque. Anche in questo caso, dopo venti anni di egemonia politico-amministrativa, ancora non è stato completato il nuovo depuratore. Altra vergogna.

 

3)Servizi di accoglienza. Come poter parlare di accoglienza se ancora non esiste un piano degli alberghi con regole certe e accattivanti tali comunque da favorire investimenti sul territorio. Lo stesso dicasi per i campeggi i cui proprietari, nonostante ripetuti solleciti, attendono ancora una regolamentazione.

 

4)Arredo urbano e servizi di supporto.  Di  concreto cosa è stato fatto ? Non si è capaci neppure di garantire un' efficace manutenzione del verde. Il settore competente addebita la responsabilità  al Bilancio, reo di non garantire la copertura delle spese necessarie e così, tra un rimpallo e l' altro, la città  è sempre più sporca. Certi luoghi danno proprio l'Iidea dell' abbandono. Un esempio ne sono, in piazza Martana, le ex stalle ducali. Una vera indecenza. Il Comune ne è estraneo ? Si faccia valere con una ordinanza.

 

5) Capacità di offerta integrata tra la costa e l'interno. Se per interno si intendono i borghi montani, questi sono abbandonati a se stessi, in un lento ma giornaliero declino, bisognosi di opere infrastrutturali (viarie, di parcheggi, di illuminazione, ecc) promesse ma mai realizzate. Se poi per interno si intende la città, il filo dell' integrazione si spezza. Cosa offriamo al turista ? Un museo che non c'è ? Una villa Massoni inaccessibile ? Resta il Castello Malaspina che da solo potrebbe attirare migliaia di turisti. Chi è stato in Francia a visitare quello di Carcassonne può avere idea di come dal niente si possa creare una notevole attrattiva turistica. Ma per ottenere ciò il nostro castello andrebbe valorizzato partendo proprio dal suo interno, dotandolo di suppellettili e, soprattutto, di pannelli esplicativi che, in un percorso ad hoc, facciano rivivere gli ambienti ed i loro abitanti. Per facilitarne l' accesso, bocciate le assurde scale mobili, perchè non ripescare il progettato ascensore interno che da via Prado arriva sino al cancello di ingresso ? Sarebbe, credo, la soluzione meno costosa, sicuramente meno impattante per l' ambiente. Mi si dirà che le casse comunali languono; ma se invece di sperperare denaro nella Filanda del Forno ( Dio solo sa quanto denaro ha succhiato dalle nostre tasche ), o nei fumosi fuochi d' artificio, che in mezz' ora bruciano migliaia di euro, le risorse fossero state finalizzate sul castello, oggi ci ritroveremo con una vera e redditizia risorsa turistica in più. Concludendo, dei 5 beni fondamentali per il nostro territorio non ne vedo uno in grado di attrarre il turista anche meno esigente. Se, come dice l' Assessore, divisioni di competenze ci sono state e ci sono, è pur vero che quanto in potere dell' Amministrazione poteva e doveva essere attuato. Al punto in cui siamo non c'è più tempo tempo da perdere, di tempo ne è stato sprecato anche troppo.

Lettera Firmata

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