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Un gioiello musicale di Guglielmi rivive a La Spezia

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Giovedì prossimo, 14 novembre, alle ore 16 un piccolo gioiello del nostro compositore cittadino Pietro Alessandro Guglielmi (cui è dedicato l’omonimo teatro della nostra città) risuonerà nuovamente, dopo più di 200 anni di “silenzio”, presso la Sala Dante, la sala multifunzionale del Comune di La Spezia, ubicata sul retro del liceo classico, in piazza Verdi.

 

Si tratta della commedia per musica, in due atti, “Il poeta di campagna”, composta da Guglielmi nel 1792, in occasione del suo ultimo soggiorno napoletano, poco prima di abbandonare definitivamente Napoli e produrre, l’anno dopo, la “La lanterna di Diogene” forse il suo capolavoro ed il cui successo alla prima rappresentazione a Venezia è dipinto nel sipario storico di rappresentanza del Teatro massese.

 

Il nostro compositore ha qui raggiunto la maturità della sua carriera di compositore per il teatro musicale, carriera che aveva avuto inizio 35 anni prima con la rappresentazione della sua prima opera come saggio finale di composizione quale allievo del Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli, diretto all’epoca da Francesco Durante, un severo compositore di musica sacra, ma che ebbe suoi allievi tutti i grandi musicisti di scuola operistica napoletana del periodo (da Paisiello a Pergolesi, da Guglielmi a Piccinni).

 

L’opera, come accade spesso in Guglielmi, alterna momenti forti ad altri più deboli, tradizione ed innovazioni (fra quest’ultime la prima aria d’opera che richieda in orchestra l’intervento di una chitarra, oppure un finale del primo atto in cui si susseguono, senza soluzione di continuità, ben 7 momenti musicali, dall’aria singola al settetto, senza nessuna interruzione dovuta a recitativi).

 

Il Poeta di campagna ebbe il suo debutto a Napoli, nella primavera del 1792 (fu l’opera inaugurale della stagione del Teatro Nuovo sopra Toledo, il tempio all’epoca dell’opera buffa napoletana, che era vietata nel teatro reale di San Carlo). Da allora l’opera risulta replicata fino al 1812 in teatri del calibro della neonata Scala di Milano o del Teatro di corte a Vienna o alla Pergola di Firenze. Ci sono documentazioni consistenti (libretti o gazzette musicali dell’epoca) di esecuzioni della stessa opera anche a Genova, Palermo, Livorno, Lubjana, Lisbona, Siena, Cagliari e altre località, italiane e non.

 

Negli ultimi anni il lavoro del Dipartimento Canto e Teatro musicale del Conservatorio di Musica “G. Puccini” di La Spezia, si è rivolto, sotto l’aspetto musicologico, al recupero di musiche ineseguite da secoli, recuperando anche manoscritti originali del Guglielmi (oggigiorno molte volte disponibili in Internet, messi a disposizione gratuitamente da grandi biblioteche internazionali) trascrivendoli in notazione odierna e realizzando quindi delle prime riprese assolute (integrali o parziali) in tempi moderni di Opere guglielmiane quali “I Cacciatori”, “L’impresa d’opera” o “Il re pastore” (quest’ultima di un certo interesse perché il testo – e qua e là anche qualche idea musicale - vennero riprese dal giovane Mozart quando dovette comporre in pochissimo tempo un’opera dallo stesso titolo, per festeggiare l’arrivo del figlio dell’imperatrice d’Austria a Salisburgo, ove Mozart viveva e operava in quel periodo). Ugualmente sono stati recuperati dei brani sacri risalenti all’ultimo periodo di vita dello stesso Guglielmi, che, come noto, operò in tali anni quale maestro di cappella della Cappella Giulia in Vaticano.

 

Nel progetto d’istituto dell’anno accademico appena trascorso l’interesse del Dipartimento si è dunque rivolto al recupero di un’altra opera di Guglielmi “Il poeta di campagna”, che coi suoi numerosi recitativi si prestava a fare esperienza concreta di questo stile musicale che svolge un ruolo essenziale nell’opera lirica, nel periodo che va in pratica dall’origine dell’opera stessa fino all’ultimo Verdi.

 

Insomma una occasione per gli amanti di storia locale e delle tradizioni massesi, per ascoltare uno dei lavori di Guglielmi, e scoprire alcune perle comprese nell’opera. L’ingresso è libero e gli esecutori saranno gli allievi: Ozce Durmaz (Fiordispina), Umut Gurbuz Seidjaloglu (don Properzio), Balnuud Enkebatu (Dorante), Emil Abdullaiev (Barone Scartaffio), Wang Jiang Feng (Governatore di Fiumesecco), Florise Sbrancia (Chiaretta), Oksana Maltseva (Agatina). Un cast internazionale, comprendente turchi, russi, ucraini, cinesi, italiani e mongoli, come internazionale è l'utenza del dipartimento di canto  del Conservatorio di La spezia. Collaborano alla spettacolo Irene Baruffetti, Liao Kang e Ekran Otsekin. Il lavoro di recupero musicale si deve ai maestri Marcello Lippi e Pietro Baruffetti; il primo ha curato anche la regia dello spettacolo, mentre il secondo sarà l’esecutore al pianoforte. Scene, costumi e attrezzature di scena sono state curate dagli allievi stessi. 

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