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FENAPI Massa Carrara informa

Chi può andare in pensione nel 2021 e in quali casi

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il 2021 rappresenta un anno nodale per il futuro del nostro sistema previdenziale. Dopo gli “aggiustamenti” recati dalla legge di Bilancio 2021 dovrebbe riprendere nei primi mesi dell’anno il percorso di concertazione per delineare un nuovo intervento di riordino che si prefigge di essere per quanto possibile duratura e stabile.

 

Occorrerà in ogni modo tener conto di due aspetti che incombono sulla sostenibilità del nostro sistema pensionistico. In primo luogo, gli effetti dell’invecchiamento del nostro Paese. Secondo le recentissime statistiche dell’ISTAT, il numero di anziani per bambino passa da meno di 1 nel 1951 a 5 nel 2019 (era 3,8 nel 2011) e l’indice di vecchiaia (dato dal rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni) è notevolmente aumentato, dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (148,7% nel 2001). Va poi considerata l’esplosione del debito pubblico, già elevato strutturalmente, ed ora notevolmente cresciuto per effetto di Covid 19.

 

In attesa di quelle che saranno le novità da individuare, di seguito i canali di pensionamento aggiornati nel 2021.

 

Pensione di vecchiaia

Rimangono immutati i requisiti previsti nel 2020, per cui occorrono 67 anni di età e 20 anni di contribuzione. Per il pensionamento di vecchiaia non si prevede l’applicazione della “finestra” per cui il trattamento previdenziale decorre di regola il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva.

 

Pensione anticipata

Anche per la pensione anticipata non ci sono modifiche essendo stato “sterilizzato” normativamente con la legge di Bilancio 2019 fino al 2026 l’effetto dell’adeguamento automatico alla speranza di vita.

A prescindere quindi dall'età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Con riferimento a tale canale di flessibilità in uscita vale però la finestra mobile trimestrale.

La pensione anticipata prevede requisiti differenti per i lavoratori precoci con almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni, appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose) i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

 

Quota 100

Quota 100 termina nel 2021 il proprio naturale iter di sperimentazione per cedere poi il testimone a una soluzione di flessibilità in uscita in fase di elaborazione.

Per avere diritto al trattamento pensionistico anticipato con questo particolare regime sperimentale, è necessario avere almeno 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni.

Per la decorrenza sono previste finestre mobili di 3 mesi per il settore privato e di 6 mesi per il settore pubblico.

 

 

Opzione donna

Si prevede che il diritto al trattamento pensionistico anticipato delle donne secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto, nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2020 e indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione che dovrà comunque avvenire successivamente a tale data, n’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Per opzione donna si applica la finestra mobile pari a 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

 

APE sociale

La Manovra 2021 proroga poi a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta APE sociale, consistente in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni. Può accedervi chi maturi il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 e rientri in una delle categorie previste dalla normativa.

 

 

La FENAPI rimane a disposizione dei cittadini interessati.

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