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Comunicato stampa Legambiente Toscana

"Prorogare la cava Castelbaito-Fratteta? Rischio di procedura d’infrazione comunitaria"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Non c’è pace per i Monti Borla e Sagro, assediati dalle cave alle loro pendici. La cava Castelbaito-Fratteta, ai piedi del M. Borla, con una lunga storia di violazioni ambientali e inottemperanza a ben cinque prescrizioni del Parco delle Apuane, tra cui il sistematico abbandono dei detriti in loco, è tornata alla carica chiedendo una proroga della PCA (pronuncia di compatibilità ambientale) e dell’autorizzazione del 2014.

 

In pratica, data l’inidoneità della viabilità al transito dei mezzi pesanti, la cava chiede di riprendere l’attività abbandonando sul posto i detriti, pretendendo di fatto che la comunità si faccia carico dei costi di sistemare la viabilità per permettere un’attività privata.

 

Legambiente Toscana si è opposta con puntuali osservazioni, facendo presente alla Regione che la riapertura della cava comporterebbe il rischio di apertura di una nuova procedura d’infrazione comunitaria.

 

La cava, infatti, è a immediato contatto con diverse aree di habitat protetti di importanza comunitaria, tra cui gli habitat 8210 “pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica” e 6210* “formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)”, classificato come habitat prioritario per la notevole fioritura di orchidee.

 

Legambiente ritiene inammissibile la proroga dell’autorizzazione, essendo questa basata sulla PCA del 2014, ampiamente superata dagli aggiornamenti conoscitivi e normativi da allora intercorsi. Dal 2014, infatti, con diverse deliberazioni regionali e nuovi studi delle tre università toscane (tra cui il progetto HASCITu, la cui mappatura degli habitat è stata riportata nel portale Geoscopio), i SIC (Siti di interesse comunitario) sono stati promossi a ZSC (Zone speciali di conservazione), per le quali sono state prodotte una nuova perimetrazione e nuove misure di conservazione.

 

Oltre a queste ineludibili considerazioni normative, Legambiente chiede alla Regione di rigettare l’istanza della cava, evidenziando che la sua riapertura impatterebbe sia su un habitat prioritario per la notevole fioritura di orchidee, sia sul sottostante Fosso Fratteta, il cui alveo è già interessato da depositi di marmettola dilavati dai detriti abbandonati dalla cava.

 

 

Legambiente Toscana

Aree protette e Biodiversità

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