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Il Licantropo delle Apuane raffigurato dall'artista Laura Lorenzini

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Un mito del secolo scorso, che travalica tempi e generazioni. Rivive adesso in un carboncino di Laura Lorenzini la leggenda del Licantropo delle Apuane.

 

Si narra - infatti - che nella città di Carrara, qualche decennio fa, un uomo assumesse le sembianze di un lupo durante le notti di luna piena e che - per non risultare violento con i propri familiari, durante quel periodo di instabilità e soggezione assoluta alle fasi del nostro satellite, si allontanasse da casa e si recasse a nascondersi all'interno di ruderi e ville abbandonate diroccate sulle colline e sulle montagne circostanti, le Alpi Apuane. A volte poteva capitare che decidesse di cercare riparo nei pressi di una delle celeberrime cave, conosciute in tutto il mondo per il marmo tanto amato dall'eterno Michelangelo.

 

Un mito archetipico - quello dell'uomo-lupo, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, rischiarata dalla flebile luce della luna piena. E che ha attecchito in molti luoghi, non ultimo quello della vicina Lunigiana, dove, nell'Ottocento, si diffuse ampiamente la leggenda del 'Lupomanaio' di Pontremoli, che - si tramanda - agisse nottetempo alla luce lunare nelle anguste e buie viuzze sotto il Castello del Piagnaro, dove i lamenti del lupo mannaro - mezzo uomo e mezzo cane - inoculavano paura nell'animo dei più. Il segreto era sempre quello: non guardarlo negli occhi, per non essere aggrediti.

 

Nel singolare carboncino dell'artista carrarina, il Licantropo apuano viene rappresentato con le vesti stracciate, con un segno di un graffio profondo sul collo dalla parte sinistra. L'uomo-lupo è raffigurato nel digrignare i denti e con un naso lupesco arricciato e un po' peloso.

 

I suoi capelli scaruffati sembrano denotare una situazione di confusione interna, i suoi occhi rabbiosi incutono un timore ancestrale.

 

Il tema dell'uomo che assume sembianze e atteggiamenti da lupo non è nuovo nel non comune repertorio mitologico dell'artista, che ha recentemente raffigurato, nell'opera intitolata "La Magia della Luna ovvero la leggenda del Vampiro di Birmingham", il mito dell'uomo che azzanna con veemenza un lupo delle Midlands per trarne energia e per saziare temporaneamente la propria fame, prima di correre nei sentieri isolati e umidi del nebbioso quartiere di Ward End alla ricerca di esseri umani di cui potersi nutrire.

 

Laura Lorenzini 'Nadine', nata il 1° gennaio 1988 a Viareggio, dove vive e opera, ha trascorso infanzia e adolescenza a Carrara. Qui - fin dai primordi - si è 'abbeverata' alle leggende del luogo, come quella della Sirena del torrente Carrione, anch'essa rappresentata in un altro affascinante carboncino su carta. L'ispirazione artistica di Nadine è legata a leggende e miti italiani ed europei e alla tradizione esoterica. Nel suo peregrinare mitologico ha rappresentato - tra le altre - opere come "La Sirena di Viareggio", "Il Linchetto", "La Grassina", "La Chimera di Arezzo", "Matelda dei Conti Guidi di Poppi", "Ecate misteriosa", "Energie esoteriche", "Il satiro Mezzacapra".

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