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Carrara

Caffaz: "La funivia? Sorvola i problemi di Carrara"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il progetto della funivia tra San Martino e Campocecina predisposto da un pool di imprenditori e professionisti, di cui tanto si sta parlando in questi giorni non è certo un'idea nuova. Un analogo progetto di cabinovia ad energia solare, perciò meno impattante sul piano ambientale, fu presentato anni fa dal geologo Carlo Musetti e dall’Architetto Ingo Schneider, come raccontò il periodico del Comune Agorà del febbraio 2008 e forse sarebbe ora di riprenderlo in mano e farne uno studio di fattibilità serio prima di avallare altre scelte che ad oggi sembrerebbero molto più onerose non solo in termini economici.

 

I numeri presentati dai promotori della funivia sull’incremento dei flussi turistici e delle sue ricadute sul territorio appaiono, oltre che mirabolanti, non suffragati da esempi analoghi o da indagini basate su dati certi.

 

I problemi legati al turismo sono altri, complessi e legati ad altri problemi e non vanno “sorvolati” ma affrontati per quello che sono. Per esempio partendo dalle migliaia di pullman transitare in città, soprattutto nel periodo pre-pandemia, e che in centro non si fermavano neanche per una sosta caffè. D’altronde percorrendo su un pullman le strade che attraversano la città verso le cave un turista che ha magari ha già visitato Firenze, Pisa e Lucca, non riesce ad apprezzare la bellezza del nostro centro storico ma solo il degrado, a causa di decenni di incuria e malgoverno. 

 

Questo solo tema esemplificativo denuncia invece il problema principale della politica locale e delle amministrazioni che si sono susseguite, e cioè la totale mancanza di una “visione” di città, sulle pratiche che un’amministrazione dovrebbe mettere in campo per attuarla, coinvolgendo, dopo averle condivise con i cittadini, le attività imprenditoriali interessate a fare la loro parte. A tal proposito le iniziative culturali, messe in campo in questi ultimi anni sono apparse, seppur in alcuni casi apprezzabili, spot discontinui non facenti parte di un progetto organico e serio, spesso non collegate tra loro e a volte insensate e pretestuose. Vedi a tal proposito i pinguini di plastica colorata in piazza Alberica, per altro già visti e rivisti in altre città, in cui il pregiato marmo è stato ridotto a inutile e ridicola base di sostegno alla plastica. Il problema non è neppure l'opera di plastica in sé, ma lo svilimento a cui è stato costretto il marmo che invece, soprattutto a Carrara, dovrebbe essere massimamente valorizzato.

 

Su questi temi, non solo ovviamente legati al turismo, ho già avviato la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno produrre riflessioni e proposte sui cui fare sintesi per un nuovo progetto di città vivibile e accogliente. Il presupposto è quello che un territorio per essere attraente ed accogliente lo deve essere in primis per la propria identità (nel nostro caso unica) e per chi ci vive e lavora. Solo così può essere attrattivo verso i non residenti ed il turismo in generale, tenendo presente che alcuni studi indicano il lifestyle made in Italy come uno di punti di forza del nostro paese.

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