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Tribunale di Massa

La Guardia di Finanza di Massa e tre onorevoli del FLI denunciano l’amministrazione del Comune di Carrara.

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il sindaco Angelo Zubbani e i suoi collaboratori: Tonelli Marco, Lino Buselli, Marisaldi Mario, Criscuolo Antonino, Galassi Maurizio, Silvia Vanelli, Luca Ragoni ed altri sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Massa (vedi Proc. Penale n. 3315/2009) per aver omesso e rifiutato atti del loro ufficio ed in particolar modo quelli relativi alla chiusura del procedimento amministrativo ai sensi dell’art. 14 del reg. comunale degli agri marmiferi n.88/94. Infatti, il procedimento amministrativo, di cui sopra, imponeva al Comune di rilasciare e/o rinnovare le concessioni per l’esercizio della attività di estrazione a chi né avesse fatto richiesto nel rispetto della legge in materia. La legge sul procedimento amministrativo la n. 241/90 prescrive che il procedimento debba concludersi, con l’emanazione di un provvedimento espresso, nel termine di 30 gg. In altre parole, causa questa omissione, gli operatori del settore marmo, opererebbero in uno stato di illegalità dal lontano 1994 in quanto, ad oggi,  ancora privi del titolo concessorio.  

All’art. 1 c.3 del regolamento sugli agri marmiferi si legge testualmente “che l’utilizzo delle cave avviene attraverso il rilascio di concessioni amministrative” e tale prescrizione viene richiamata dalla Legge Regionale n.104/95.

Il risultato finale di questa colposa inadempienza ha permesso, negli anni, il proliferare di rendite parassitarie. Ciò, intestazioni gratuite di titoli concessori in testa a soggetti che non usano, dietro il pagamento di un canone concessorio e per l’esercizio di un’attività di estrazione il diritto stesso. Situazione, quest’ultima, in palese violazione dei dettami del regolamento comunale, di cui sopra, che dell’art. 828 c.c. che impone in testa al concessionario di destinare il patrimonio indisponibile del Comune (cave) alla sua destinazione d’uso (attività di estrazione). Questa allarmante situazione è stata oggetto, qualche giorno fa, di un’interpellanza parlamentare portata avanti da tre esponenti del FLI. Riportiamo uno stralcio dell’intervento dell’onorevole Enzo Raisi:  “Signor Presidente, colleghi, signor rappresentante del Governo, questa interpellanza denuncia veramente una delle anomalie storiche di questo Paese……………….. Qui abbiamo un esempio di una città intera che fa orecchie da mercante rispetto ad una situazione che, chiaramente, ha delle basi di illegalità incredibili, in cui sono coinvolte pubblica amministrazione, esponenti e apparati dello Stato che non fanno i dovuti controlli……”. Il Procedimento penale sopra richiamato, dopo un’ anno e mezzo di indagini e 40 pagine di relazione redatte e sottoscritte da due marescialli della Guardia di Finanza, è stato sorprendentemente archiviato dal pm di turno la dott.ssa Rossella Soffio con la seguente motivazione “la questione ha connotati tipicamente amministrativistici e le ragioni e i torti di essa debbono essere oggetto di analisi del Giudice amministrativo, l’unico in grado di verificare e accertare se nell’operato del comune vi siano vizi…..”. L’impostazione del pubblico Rossella Soffio si presta a censura sotto diversi profili, quali quelli desumibili dalla lettura: (i) art. 14 c.5 del reg. degli agri: le deliberazioni sulle denuncie di occupazione e sulle domande di rilascio e/o rinnovo concessione saranno prese dal Consiglio comunale sentito il parere della commissione tecnica di cui al comma 3”; (ii) art. 2 della l. 241/90:Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso”. Dalle disposizioni di legge e regolamentari sopra richiamate tutto leggiamo tranne quello che l’organo competente di chiudere il procedimento ai sensi dell’art. 14 del reg. n.88/94 sia il TAR. Ma possiamo di certo concludere che l’organo titolato della chiusura di detto procedimento amministrativo sia solo il Comune.

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