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Erosione

Il gruppo “In 500 sulla Battigia” interviene nel botta e risposta tra amministrazione locale e Regione

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

In questi ultimi giorni, a seguito dell’ennesima mareggiata che ha colpito il nostro litorale, ci è toccato di leggere sui quotidiani il triste battibecco tra amministrazione locale e Regione. Non possiamo esimerci, come associazione nata per la tutela delle nostre spiagge, dal manifestare il nostro “disappunto” circa la disinvoltura con cui l’assessore Monni parla dei milioni investiti per il cd. ripascimento che, perfino a detta di quegli stabilimenti balneari che ne hanno goduto, è uno strumento palliativo, temporaneo, dispendioso e perfettamente inutile se non nel brevissimo periodo (fino alla prossima mareggiata). Negli ultimi 5 anni la Regione Toscana ha speso per questo strumento ben 4 milioni e 500 mila euro. Somma ingente e destinata ad aumentare vista la costituzione nel 2021 addirittura di una task force permanente che si occupi di “risolvere” il problema dell’erosione. Dall’altro lato, il Comune di Massa che, a gran voce, chiede un tavolo istituzionale pare avere la soluzione: altri soldi per un ripascimento urgente e l’ introduzione delle barriere di ripopolamento ittico Tecno.Reef che risolverebbero definitivamente il problema.

 

Ci domandiamo e lo domandiamo alle istituzioni se non sia il caso di tornare a centrare quale sia il solo e vero problema: quando si parla di costa, spiagge e mare, si parla di un bene comune da tutelare in funzione della sua natura e non da ripasciare in funzione solo ed esclusivamente del profitto di alcune famiglie titolare di concessioni. Possibile che per garantire maggiori introiti per un periodo brevissimo e per poche famiglie o società si debbano togliere dalle tasche dei cittadini toscani milioni e milioni di euro? Per noi tutto questo è assurdo. Pensi piuttosto, la nostra Regione a deliberare finalmente circa la percentuale di litorale da lasciare alla libera fruizione. Pensi piuttosto l’amministrazione comunale a fare in modo che, col nuovo piano dell’arenile, si metta fine, una volta per tutte, al dilagare di strutture fisse, inamovibili, deturpanti dell’ambiente e assolutamente inadeguate alle previsioni concrete circa i meccanismi erosivi.

 

La nostra costa può rappresentare una preziosa opportunità per tutti noi, solo se si smetterà di considerarla appannaggio di un manipolo di concessionari che la utilizzano, da sempre, alla stregua di una loro proprietà. E i cittadini, a dirla tutta, sarebbero anche stufi di pagar di tasca propria ciò che mai in nessuna forma tornerà loro indietro.

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