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Coronavirus

"Rossi al NOA? Ci fa piacere, ma..."

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

<<Abbiamo saputo per vie traverse che ieri il governatore Rossi è stato al Noa. Ciò ci fa piacere. Finalmente è venuto in visita al nostro ospedale dove era atteso da tempo. Dispiace però che ci sia venuto dopo le grida d’allarme dei Sindaci e degli operatori sanitari nonostante conoscesse bene la situazione critica, tanto da dirlo anche a una trasmissione televisiva, e seppur non ricordasse il nome del territorio della Lunigiana. Se avesse avvisato della visita anche i tre Sindaci del distretto apuano sicuramente avrebbero potuto contribuire in modo costruttivo al miglioramento della situazione; invece sono venuti a conoscenza della sua presenza a cose fatte e durante una riunione della “video”conferenza zonale. A questo punto ci sorge spontanea una domanda: perchè una visita con queste modalità? Forse perchè si è voluto in qualche modo recuperare alla gaffe dello stesso Rossi sulla sua conoscenza della lunigiana dopo le polemiche degli scorsi giorni? O forse in risposta alla lettera che i sindaci della lunigiana hanno mandato al governatore, dove si ammetteva che le misure fin qui adottate "si sono rivelate del tutto insufficienti per la tutela pubblica" e dunque si chiedeva un dispositivo normativo per chiedere la repentina disponibilità dei dispositivi di protezione? Noi siamo stati in silenzio fino ad ora ma dopo questo modus operandi iniziamo a pensare che ci sia, da parte della Regione, mancanza di collaborazione e di interesse nel mettere in pratica fattivamente quell'unità di intenti trasversale ai colori politici che ultimamente viene tanto sbandierata ed osannata. La Regione non comunica e veniamo sempre a conoscenza delle informazioni per vie traverse o per canali non ufficiali e i recenti episodi non sono purtroppo casi isolati. Abbiamo saputo che Rossi vuole estendere i kit sierologici a tutti gli operatori e gli ospiti delle Rsa. Benissimo. È da tempo che le strutture socio sanitarie richiedono i tamponi ma gli è sempre stato risposto che essi vengono garantiti solo quando viene riscontrato un caso positivo. Ormai conosciamo tutti le caratteristiche di questo virus: il contagio si diffonde velocemente e quando si trova un positivo potrebbe essere troppo tardi. Infatti abbiamo dovuto aspettare che scoppiasse il contagio dentro il Regina Elena a Carrara per adottare nuovi provvedimenti. Eppure tutti sanno ormai che gli anziani sono i soggetti più a rischio contagio e mortalità, specie se hanno anche altre patologie. Ormai la situazione è sfuggita di mano e tante vite di anziani o disabili sono messe seriamente a repentaglio. Inoltre nelle strutture i dispositivi sanitari, richiesti da tempo, sono stati consegnati dalla Regione da pochi giorni, in netto ritardo dopo quelli che il Comune aveva già consegnato tempo prima. Sottolineiamo che agli operatori sanitari non servono solamente mascherine chirurgiche, ma anche ad alta protezione (le famose ffp2) che al momento non ci risultano essere state distribuite dalla Regione. Avremmo voluto che la Regione avesse ascoltato le richieste del territorio con più prontezza perchè gli anziani o le persone con disabilità non sono persone che "sarebbero morte ugualmente": se si riscontra per tempo la positività al covid-19 si può provvedere alla loro cura adeguata e alla loro sopravvivenza per altri anni. Adesso si interviene troppo tardi e possiamo accontentarci di salvare il salvabile. Non ammoniteci ancora dicendoci che la nostra  è sterile polemica. La nostra è volontà di trasparenza e condivisione: tanto dovevamo.>>

 

Eleonora Cantoni

Giovanbattista Ronchieri

Nicola Martinucci

Sabrina Marchi

Antonio Cofrancesco

Alessandro Amorese

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