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Un giovane artista porta i big dello sport a Romagnano

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

"Romagnano Dallas": questo si leggeva sui muri lungo le zone limitrofe alla frazione del nostro Comune fino a qualche anno fa. Romagnano: verso la periferia. E poi Castagnara e le sue case popolari: ancora più dentro la periferia. Circa 2000 abitanti tra il borgo più vecchio e il "Villaggio Castagnara". Un concentrato di vite, realtà e storie. Considerato spesso nell'immaginario collettivo come zona "brutta" della città: quartiere di droga, povertà, disordine. Sì è vero, come in ogni periferia del mondo c'è il brutto. Ma solo chi Castagnara la conosce, ci abita o ci ha vissuto sa quanta passione, amore e dignità vi gravitano attorno. Chi ha avuto a che fare veramente con la gente di Castagnara conosce il senso di appartenenza, la lealtà e la solidarietà che la animano. Sì, forse è un posto difficile, ma proprio per questo bello e carico di energia. Un'energia che ultimamente sprigiona dai murales che Luca sta realizzando all'esterno della recinzione dello Stadio Comunale Raffi di Romagnano. Luca Marchini, classe 1984, juventino, giocatore nello Spartak, magazziniere di professione ma artista per vocazione. Ha studiato ragioneria, ma da anni dipinge e crea. Anche murales appunto. I primi qualche anno fa, sui muri del supermercato e del bar del centro commerciale. Poi in accordo con i gestori del campo da calcio ecco un murale dedicato a Diego Armando Maradona, el pibe de oro, il simbolo del calcio popolare, genio e sregolatezza per eccellenza. E un secondo che raffigura Roberto Baggio, il Divino Codino, il Raffaello del calcio italiano. Due lavori che sono piaciuti molto, anzi moltissimo: ai calciatori, alla cittadinanza, ai ragazzi che su Facebook hanno inondato Luca di complimenti. Il prossimo murale potrebbe ispirarsi a Muhammad Ali, ma l'artista è aperto a suggerimenti. Lui, aiutato da Elio (Haregù) e da "Patrocolo", vorrebbe portare colore e meraviglia nella sua zona, creando e lavorando sui muri grigi per farli diventare opere usufruibili da tutti e tutte. Parla di AUTORIQUALIFICAZIONE del territorio. Del suo territorio. Di casa sua, di quella periferia dove è cresciuto e che ci tiene a precisare, non è quel posto "brutto" che si tende ad immaginare, ma al contrario qualcosa su cui puntare, su cui porre cura ed attenzione. Ed ha perfettamente ragione.
 

 

Elena Mosti 

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