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La Croce Bianca di Massa "entra in classe" con conferenze di prevenzione tenute da studiosi e professori universitari

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

L’ Istituto di Pubblica Assistenza Croce Bianca di Massa presieduto da Nino Mignani dopo la giornata di prevenzione nelle zona montana riuscitissima ora entra in classe e con specialisti di spessore organizza, per ora, due conferenze su patologie attualmente molto scottanti. I due incontri sono in collaborazione con il Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana Centenario. La prima si terrà mercoledì 6 Novembre inizio ore 10.30 nell’aula magna Liceo Classico “Pellegrino - Rossi” ed ha per titolo: “ Costruisci il tuo calendario alimentare personale”, relatore il Prof. Ferruccio Bonino Ordinario di Gastroenterologia, ricercatore Senior Associato - Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del Consiglio Nazionale delle Ricerche Fondazione Italiana Fegato, AREA Science Park, Campus Basovizza, Trieste. Bonino. Come è noto, è un ricercatore e scienziato di fama internazionale per gli studi sui virus epatici maggiori: B e C. La seconda, invece, martedì 19 novembre dalle ore 9,30 nella sala riunioni del liceo scientifico e Sportivo statale “Enrico Ferm”su: “Il diabete pandemia del secolo?”  Ne parliamo con gli specialisti che ne indicano anche la cura e la prevenzione”. Relatori: diabetologo Prof. Dott.Ottavio Giampietro –Università di Pisa; Prof. Dott. Ferdinando Franzoni - Università di Pisa: Medicina dello sport – Cardiologia Dott. Ezio Szoreney - Nefrologo, Tossicologo, Internista; Dott.ssa Arianna Ciardiello - Nutrizionista - Specialista in Chimica e Tecnologie Alimentari. La ”Croce Bianca” ha in cantiere sempre per novembre un grande evento e due per il mese di dicembre, tutti di grande importanza sociale per la collettività ma, per ora, il presidente Mignani, non si sbilancia. Perché queste iniziative? Mignani precisa di “non volersi sostituirsi a nessuno, anzi! L’idea è venuta anche dalla conferenza stampa, prima, poi,dalle visite a Km zero che si sono tenute di recente a Pariana. Un percorso virtuoso per contribuire alla salute dei nostri cittadini. La prevenzione la si fa costruendo scegliendo di prendersi cura di se stessi, consumando cibi, fra le altre cose, che favoriscono il nostro benessere. Non a caso abbiamo scelto due Scuole prestigiose della nostra città, il Liceo Classico “P.Rossi” e il Liceo scientifico e sportivo “E.Fermi” dove far incontrare gli specialisti che fanno da molti anni la prevenzione gratuita nella nostra Provincia con le nuove generazioni. Dunque fra il 6 e il 19 Novembre cinque specialisti saranno in quelle scuole di Massa a informare, dibattere con i ragazzi per far capire come la corretta alimentazione, possa essere una risorsa e non divenire un problema L a Croce Bianca, con questa ulteriore iniziativa, lavora per sostenere lo sforzo di tutti quelli che vogliono cambiare il modo di fare sanità, riducendo i costi insopportabili delle strutture ospedaliere, dove l’informazione e la prevenzione territoriale possono divenire gli strumenti efficaci di intervenire di nei processi in atto. Felici di esserci; con l’occasione desidero ringraziare la Dirigenza del Liceo Classico, del Liceo Scientifico e sportivo “Fermi”, gli amici del Rotary di Marina di Massa, la Scuola “San Filippo Neri” dove stiamo organizzare importanti iniziative. Un sentito forte ringraziamento a quei professionisti che stanno mettendo a disposizione le loro conoscenze per fare star meglio i nostri cittadini e che sono molto vicini al nostro Istituto , grazie di cuore!”. Ma il “razionale” della sua relazione al “classico” che si preannuncia interessante e soprattutto di grande attualità è illustrato dallo stesso professor Ferruccio Bonino: “L’omologazione dei gusti e consumi alimentari, favorita dalla progressiva perdita del patrimonio e cultura dell’alimentare territoriale – dice Bonino- è una delle principali cause dell’epidemia di sovrappeso e fegato grasso (steatosi) che colpisce indiscriminatamente bambini, giovani e adulti. In Italia il 30% della popolazione generale ha il fegato grasso; la prevalenza già in età infantile è di almeno il 10 % e sale in parallelo alla decadi di età . In un giovane asintomatico il “fegato grasso” costituisce l’indice più precoce del rischio di sviluppo in età adulta delle patologie che sono oggi le principali cause di morte: diabete e altri dismetabolismi e malattie cardiovascolari, epato-digestive, neuro-degenerative e neoplastiche. Si ritiene che un’azione concreta di comunicazione, educazione e formazione dei giovani mirata a far recuperare i valori della storia alimentare familiare e territoriale possa arginare la suddetta epidemia. Il nostro gruppo ha sviluppato e validato recentemente un innovativo metodo non invasivo di misura del grasso intra-epatico che utilizza immagini registrate con i comuni ecografi. Tale misura, molto riproducibile permette di valutare nel singolo soggetto se il cambiamento dello stile di vita, attività fisica e l’abitudine alimentare determinano una riduzione dell’indice quantitativo di steatosi epatic”. Per lo studioso, dunque, “alimentarsi significa, innanzitutto, prendersi cura di sé, scegliendo, preparando e consumando cibi che favoriscono il proprio benessere psico-fisico. L’equilibrio che è alla base dello stato di salute individuale è condizionato dallo stile di vita e alimentare. Il cibo può generare salute, energia, vitalità ma al tempo stesso può essere vettore d’intossicazione, malattia, alterazioni funzionali e disturbi mentali. Alimentarsi significa entrare in contatto con il mondo, conoscere il territorio e la ricca varietà dei cibi anche attraverso la loro stagionalità e la loro distribuzione geografica. L’alimentazione è anche il risultato di scelte operate dalla comunità all’interno dell’insieme costituito dai prodotti nutritivi a sua disposizione nell’ambiente naturale. L’industria alimentare e le multinazionali che controllano il mercato mondiale hanno creato, sulla base di un universalismo di massa, un modello unico di consumo, appiattendo, o perfino eliminando, la ricchezza delle varietà alimentari. L’omologazione di gusti e consumi alimentari, inoltre, è stata favorita dalla progressiva perdita del patrimonio alimentare tradizionale nel quale nel corso dei secoli si sono sedimentate le ricette familiari. Le ricette sono espressione della complicità millenaria tra cucina, cultura e territorio e le varianti familiari un tempo ritagliavano su ciascuno di noi un’alimentazione personalizzata per la salute individuale. L’alimentazione personalizzata è la via da percorre per superare l’omologazione alimentare. È inutile se non dannoso ricorrere alla cultura massimalistica delle prescrizioni/proscrizioni dei cibi per proporre a tutti gli stessi regimi alimentari .I problemi principali della salute alimentare di oggi sono: la perdita progressiva delle specificità personali dell’alimentazione, lo scarso utilizzo dei cibi locali o filiera corta; l’abbandono delle ricette familiari che nel corso delle generazioni hanno personalizzato la cucina territoriale o regionale per modalità di preparazione, cottura e conservazione degli alimenti. Ciò espone ogni persona a sostanze alimentari ignote al proprio organismo nella propria millenaria storia alimentare personale e familiare; l’uso diffuso e sistematico di fertilizzanti, pesticidi e conservanti e l’alterazione e\o perdita della complessità genetica e delle varietà biologiche concorrono all’aumento di incidenza e gravità delle intolleranze e allergie alimentari e della steatosi epatica (aumento del grasso nel fegato superiore al 5% del peso dell’organo) che è un indice molto precoce di danno alla salute e rischio per patologie cardiovascolari, degenerative, epato-digestive, metaboliche, e neoplastiche”. Per il professor Bonino, “l’obiettivo è l’elaborazione di un programma applicativo che permetta a ogni singola persona di crearsi un calendario alimentare personale nel quale confluiscono, da una parte, le sue abitudini alimentari e stile di vita.”

 

Nella foto: il prof. dott. Ferruccio Bonino ed il dr. Ezio Szoreney

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