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Left laboratorio politico interviene sul caso del parco di Ricortola

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Per i Millennials quello di Ricortola è sempre stato un parco pubblico. Una delle più belle aree verdi della città. Un parco sempre ben curato, ordinato, pulito, aperto a tutti e tutti i giorni dell’anno; un luogo “vissuto”, sorvegliato e sicuro dove ritrovarsi per stare insieme in pieno relax o partecipando alle mille occasioni di festa, di gioco, di socializzazione e d’incontro tra generazioni. Ma quel parco dedicato ai partigiani Ariodante Del Fiandra e Ferdinando Nardini (fucilati dai nazifascisti a Forno il 13 giugno 1944) non è sempre stato un stato un parco pubblico così ricco di bellezza naturalistica e di opportunità di crescita anche culturale, di pratiche ludico-sportive e di attività didattiche.

 

Perché in passato, molti anni fa, quel parco, era una selva abbandonata al degrado, in stato di completo abbandono, luogo di spaccio e di prostituzione. Fu la gente del posto, furono i ricortolesi che ne chiesero il pieno recupero adoperandosi in prima persona per ripulirlo, rendendolo davvero fruibile.

 

Poi venne il tempo dell’Associazione “La Cerbaja” che, circa vent’anni fa, lo ottenne in gestione sulla base della convenzione di allora nel rapporto col Comune di Massa fino all’altro ieri, quando su segnalazione del presidente del Consiglio comunale, per un presunta inadempienza procedurale, la concessione in gestione del parco all’Associazione “La Cerbaja” è stata bruscamente revocata.

 

Ovviamente saranno le decisioni degli organismi competenti a stabilire torti e ragioni, responsabilità ed eventuali irregolarità da sanzionare ma, di certo, quello che invece è già possibile formulare è il giudizio politico su questa triste vicenda.

 

Secondo il Comune la mancanza di un atto burocratico legato all’esecuzione di una festa è stato motivo non di pretesa di regolarizzazione ma di revoca di concessione.

 

Peccato perché, anche in presenza di una irregolarità, prima di revocare la concessione sarebbe stato opportuno un incontro tra le parti per individuare le reciproche responsabilità, la corretta osservanza della convenzione in essere e, magari, addivenire ai necessari correttivi anche in deroga. Negare questa possibilità con la semplice applicazione della norma è un comportamento alieno alla buona politica e alla buona amministrazione.

 

Ma ciò che in fondo si è voluto colpire non sono stati gli organizzatori delle ultime tre feste svoltesi all’interno del parco, bensì l’Associazione “La Cerbaja” che, grazie al lavoro volontario dei suoi soci, in tutti questi anni, ha sempre mantenuto quel parco nel modo migliore. Spendendoci tempo, energie, tanta passione e pure molte risorse economiche proprie; il tutto sempre e comunque per offrire alla collettività, ai massesi, ai turisti che frequentano numerosi quella parte della riviera apuana per le loro vacanze, un parco funzionale e pienamente fruibile. Compresi gli ospiti dell’Istituto Don Gnocchi che, negli anni, hanno potuto finalmente “vivere” un’area verde attrezzata con le barriere architettoniche abbattute e i servizi igienici garantiti tutto a spese dell’Associazione.

 

Insomma in tutta evidenza si è dunque voluto colpire chi, in tutti questi anni, con impegno e passione e senza alcun fine di lucro ha reso possibile l’utilizzo di uno spazio pubblico al di fuori delle sole logiche consumistiche all’insegna della solidarietà, della socializzazione e della crescita culturale. Di certo, quell’impegno e quella passione non verranno meno!

 

Ma allo stesso modo, si pretende il pieno rispetto di Regolamenti e convenzioni comunali da parte di tutti.

 

Su questo vigileremo e denunceremo con puntualità ogni inadempienza ed irregolarità ed ogni omissione ed eventuali abusi in atti d’ufficio su tutto ciò che è stato rilasciato in concessione a cominciare dalle spiagge passando dalle pinete e le diverse aree verdi fino ad arrivare a tutti gli altri spazi pubblici presenti sul territorio comunale.

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]
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