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Legambiente Carrara scrive al Comune di Carrara ed alla Regione

"Cave Amministrazione e Canalbianco: perché un fermo solo temporaneo?"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

In questi giorni, Comune e Regione si rimpallano la responsabilità del fermo delle cave Amministrazione e Canalbianco e si sperticano nel­l’assicurare che stanno facendo il massimo per risolvere al più presto il problema, quasi avessero un senso di colpa da espiare.

 

Siamo giunti al punto da considerare vittime le cave ferme per violazioni dell’autorizzazione e carnefici gli enti che fanno rispettare le regole. Ciò è avvenuto per le cave che hanno scavato oltre i confini assegnati (salvate dall’art. 58bis) e sta avvenendo per le due cave in questione.

 

In realtà, per la cava Amministrazione il ritardo nella conclusione della procedura di valutazione d’impatto ambientale è imputabile alla cava stessa, che ha presentato solo parte della documentazione dovuta e il fermo della cava Canalbianco è scattato a seguito di un sopralluogo e di importanti rilievi da parte dei Carabinieri Forestali. In entrambi i casi, dunque, la responsabilità del fermo è delle cave stesse; non si vede perché mai Comune e Regione dovrebbero sentirsi in colpa.

 

Ma siamo davvero sicuri che le due cave vadano riaperte? La normativa in materia è chiara: l’escavazione è consentita solo per i materiali ornamentali (blocchi), non sono ammissibili cave di detriti. Per evitare “furbate” il PRAER consente di rilasciare l’autorizzazione solo se i blocchi rappresentano almeno il 25% del materiale estratto, dunque i detriti non devono superare il 75%; prevede inoltre che il Comune invii annualmente alla Regione una relazione attestante il rispetto del PRAER.

 

Basta però un’occhiata ai quantitativi annui estratti dalle due cave (Tab. 1 e 2), in possesso sia del Comune che della Regione, per rendersi conto che entrambe violano sistematicamente e notevol­mente tali limiti, tanto da poter essere definite cave di detriti (91% circa).

 

In particolare, nei 13 anni considerati, la cava Amministrazione ha prodotto 312.967 t di blocchi e ben 3.264.349 di detriti; la cava Canalbianco 40.241 t di blocchi e 406.469 di detriti. Ha senso la distruzione della montagna con rese in blocchi così misere? E, soprattutto, è legittimo concedere autorizzazioni che violano clamorosamente il PRAER?

 

Crediamo che nell’istruttoria per l’eventuale riapertura delle due cave il rispetto delle leggi non possa essere ancora una volta ignorato.

 

Tab. 1. Tonnellate annue estratte dalla cava Amministrazione. In tutti gli anni la percentuale di blocchi (5,6%-10,7%; media 8,7%) è largamente inferiore al 25% del materiale estratto; i detriti variano dall’89,3% al 94,4% (media 91,3%). Violando il PRAER in maniera sistematica e così rilevante, la cava non possiede i requisiti per l’autorizzazione. Ciononostante, finora è stata sempre autorizzata. (Fonte dati: Comune di Carrara, pesa comunale).

Cava Amministrazione

 

Blocchi

Scaglie bianche

Scaglie scure

Sco­gliere

Terre e tout venant

Tot. Detriti

% Blocchi

% Detriti

2005

26.792

216.744

5.107

0

28.087

249.939

9,7

90,3

2006

27.341

211.364

1.706

0

23.801

236.871

10,3

89,7

2007

22.447

232.021

4.897

0

24.331

261.250

7,9

92,1

2008

26.665

229.604

8.616

0

21.550

259.770

9,3

90,7

2009

25.474

229.612

14.069

0

19.462

263.142

8,8

91,2

2010

29.094

248.248

6.299

0

16.690

271.237

9,7

90,3

2011

32.823

255.522

5.809

0

12.949

274.281

10,7

89,3

2012

28.345

241.334

3.464

0

9.925

254.723

10,0

90,0

2013

19.247

292.268

13.311

0

18.092

323.671

5,6

94,4

2014

23.359

241.133

14.045

27

54.208

309.413

7,0

93,0

2015

22.463

236.391

4.088

0

6.631

247.111

8,3

91,7

2016

12.992

136.131

2.832

0

2.225

141.187

8,4

91,6

2017

15.927

158.865

3.774

0

9.117

171.756

8,5

91,5

Totale

312.967

2.929.237

88.017

27

247.068

3.264.349

8,7

91,3

 

 

Tab. 2. Tonnellate annue estratte dalla cava Canalbianco. In tutti gli anni la percentuale di blocchi (4,6%-20,8%: media 9%) è largamente inferiore al 25% del materiale estratto; i detriti variano dall’79,2% al 95,4% (media 91%). Violando il PRAER in maniera sistematica e così rilevante, la cava non possiede i requisiti per l’autorizzazione. Ciononostante, finora è stata sempre autorizzata. (Fonte dati: Comune di Carrara, pesa comunale).

Cava Canalbianco

 

Blocchi

Scaglie bianche

Scaglie scure

Sco­gliere

Terre e tout venant

Tot. Detriti

% Blocchi

% Detriti

2005

2.389

26.934

3.756

0

17.446

48.137

4,7

95,3

2006

1.861

24.335

1.137

0

13.136

38.608

4,6

95,4

2007

2.769

26.619

4.953

0

10.915

42.486

6,1

93,9

2008

3.225

23.346

6.519

0

10.324

40.189

7,4

92,6

2009

4.135

14.410

10.890

0

7.527

32.827

11,2

88,8

2010

4.160

29.156

4.725

0

4.851

38.731

9,7

90,3

2011

4.747

46.403

3.017

0

5.428

54.849

8,0

92,0

2012

4.809

16.390

1.094

0

862

18.346

20,8

79,2

2013

1.104

113

4.700

0

6.591

11.404

8,8

91,2

2014

1.338

27

4.150

126

5.243

9.546

12,3

87,7

2015

1.773

21.556

376

0

2.542

24.475

6,8

93,2

2016

2.370

11.186

217

0

853

12.256

16,2

83,8

2017

5.560

32.807

789

0

1.019

34.615

13,8

86,2

Totale

40.241

273.283

46.323

126

86.737

406.469

9,0

91,0

 

 

 

Legambiente Carrara

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