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Massa

Tributo ai morti di Washington e uso del genere "neutro": l'affondo della Mosti

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Ieri in Consiglio Comunale un consigliere di maggioranza ha chiesto di fare in minuto di silenzio per Ashli Babbit, una veterana dell’Air Force che aveva servito in Iraq e Afghanistan ed era una decisa sostenitrice di Trump e delle teorie cospirative di Qanon, una tra gli assaltatori al Congresso, che con fare tutt'altro che pacifico volevano raggiungere i deputati barricati all’interno, perché non accettavano, insieme al loro leader Trumpo a vittoria di Biden alla presidenza americana. Il minuto di silenzio si è poi esteso a tutte le vittime dei fatti di Capitol Hill su richiesta di un altro consigliere di maggioranza. La minoranza ha chiesto parola ma gli è stata negata. Le richieste sono state accolte. Così, il Comunale ha onorato e  ricordato Ashley Babbit e le altre morti. Il minuto di silenzio è un rito luttuoso: si svolge appunto  per piangere e celebrare persone morte. Ora, la morte di una giovane donna non è qualcosa di cui essere felici, al contrario. Ma così facendo la maggioranza del Comune di Massa ha detto chiaramente di stare dalla parte di Trump e del suo utilizzo pericoloso della comunicazione politica e del potere. Un comportamento appunto, che ha portato all'assalto del Congresso. Ricordiamo che tra queste persone, che Trump ha interpellato come "speciali", si sentiva lo slogan: ”Hang Pence” cioè impicchiamo Pence. Il vicepresidente era accusato da Trump di non avere obbedito ai suoi ordini permettendo la proclamazione di Biden. Altri sfoggiavano dei tatuaggi ispirati a simboli cari all'estrema destra suprematista. Nessuno dei manifestanti era di colore o ispanico. C'era anche chi indossava una maglietta con un teschio e la scritta "Work brings freedom" la traduzione della famosa "arbeit macht Frei". I gruppi nazisti hanno rivendicato la partecipazione all’assalto. È stato inoltre paragonato l’assalto a Capitol Hill alla notte dei cristalli in cui i nazisti nel 1938 in Germania hanno distrutto sinagoghe e attività commerciali ebraiche. La minoranza ha negato il proprio consenso, oscurando il video o rimanendo seduta.

 

 

Sul "genere neutro" e lo Statuto Comunale del Comune di Massa

 

La rappresentazione delle donne attraverso il linguaggio è un importante argomento di riflessione per la società, che si manifesta in molti settori : quello della comunità scientifica internazionale, quello economico e anche quello della politica per esempio. Ieri sera in Consiglio Comunale, la maggioranza ha chiaramente detto che il linguaggio di genere non gli interessa. Il primo comma dell'articolo 10 dello Statuto Comunale riporta: "il Comune ottempera, tra i fini istituzionali, al perseguimento delle pari opportunità anche NELLA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI". E come lo fa? Decidendo di utilizzare il "genere neutro". Qualcosa non torna. Diciamolo però ancora una volta, nella lingua italiana il genere neutro non esiste. Hanno semplicemente deciso di utilizzare solo il maschile e di cancellare il femminile. Decisione legittima che non condivido. Quello che non viene nominato non esiste. Quello che non ha un nome non sarà ricordato. Circa 70 anni fa come donna non avrei nemmeno potuto votare, e come me tutte le altre donne che siedono con me in Consiglio. Consigliera, Assessora, Sindaca, sono declinazioni che manifestano la nostra esistenza. Ruoli che per le donne non erano previsti. Ruoli che adesso ci appartengono. Dovremmo rifletterci: un uso consapevole della lingua contribuisce a una più adeguata rappresentazione pubblica della donna nella società e anche nella politica. Le parole sono azione e strumento indispensabile. Continuo a non comprendere il perché di tanta riluttanza da parte della maggioranza massese all'utilizzo del linguaggio di genere.

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