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Controlli in bar e ristoranti nella nostra provincia: l'opinione di Confesercenti Toscana Nord

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

In questi giorni anche in provincia di Massa Carrara, dopo Pisa, sono iniziati i controlli in bar e ristoranti, da parte del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per quanto riguarda i prodotti agroalimentari con certificazioni (Dop o Igp). Controlli che, in caso di irregolarità, fanno scattare sanzioni molto pesanti da 4.000 fino a 21.000 euro. Ad invitare quindi gli imprenditori ad una particolare cura per i prodotti offerti è Confesercenti Toscana Nord con la biologa Serena Corti, coordinatrice del settore ambiente igiene e sicurezza. “Questi controlli fanno emergere la necessità – spiega Corti - di una sempre maggiore attenzione da parte degli imprenditori nell’indicare la corretta denominazione dei prodotti somministrati nei menù di bar e ristoranti, soprattutto quelli con certificazione di qualità; ad esempio prosciutto toscano Dop, finocchiona Igp, lardo di Colonnata Igp. Prodotti le cui provenienze, verificate, devono essere riportate su menù e listini. Attenzione particolare – conclude Serena Corti – alla denominazione dello “sgambato”, che su menù e listini deve essere indicato come coscia di suino e non come prosciutto crudo”. Ed a proposito di controlli e rispetti ferrei delle nuove normative in materia di somministrazione, Confesercenti Toscana Nord interviene anche sulla tragedia di alcuni giorni fa in cui una ragazza ha perso la vita in un locale della provincia di Pisa. “Con i nostri soci abbiamo un dialogo continuo – spiega Adriano Rapaioli, coordinatore sindacato Fiepet Confesercenti Toscana Nord – promuovendo campagne informative sulle normative sempre in evoluzione in fatto di allergeni ad esempio. Non è un discorso legato alle sanzioni, ma alla salute del cliente. Come categoria siamo favorevoli a normative più stringenti e ad una vigilanza stretta perché in ballo ci sono l’interesse e la salute del cliente ma anche il lavoro del ristoratore. Stretta che deve valere per tutti proprio perché c’è in ballo la salute. Mi riferisco a quelle forme di somministrazione parallele che spesso approfittano di maglie larghe nei controlli. Per questo chiediamo agli imprenditori di contattarci per capire le nuove normative. A tale proposito – conclude Rapaioli – stiamo già organizzando seminari gratuiti per settembre e ottobre in grado di fugare ogni dubbio. Il consiglio ai clienti, invece, è quello di recarsi in locali affidabili e conosciuti specie si hanno allergie particolari”.

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