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"A Santiago c'è una piazza": un insolito Evangelisti dalle Apuane al Sud America

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Chi pensava a Fabio Evangelisti come ad un politico dovrà (in parte) ricredersi. Si, perché  l'ex deputato massese ha da poco esordito nelle vesti di romanziere con un libro, "A Santago c'è una piazza" (ed.Tarka), che sta già riscuotendo un buon successo di pubblico e di vendite. Abbiamo incontrato l'autore per saperne di più...

 

 

-"A Santiago c'è una piazza": cosa c'è invece dietro questo titolo?

C'è la vita di un ragazzo di Carrara, poi diventato uomo, che povero in canna e rimasto orfano di entrambi i genitori  subito dopo la guerra s'imbarca da Genova su un piroscafo per i mari del Sud alla ricerca di una possibile chance. Prima sbarca a Montevideo, poi raggiunge Buenos Aires e da qui - attraversando la Cordigliera delle Ande e con varie peripezie - arriva a Santiago del Cile dove si stabilisce e costruisce la sua nuova vita. E con un certo successo, direi.

 

 

-Dalla politica alla letteratura è una scelta a ben vedere non insolita. Per lei qual è stato il motivo della "svolta"?

Alberto Rosselli, il protagonista di questa storia, è tuttora vivo e vegeto. Ha 87 anni, diversi acciacchi, ma una mente lucidissima. Lui è (era) cugino di mio padre e i racconti della sua avventura in America del Sud fin da ragazzo mi hanno sempre affascinato. Così - finalmente libero da impegni politici e vincoli istituzionali - a Natale scorso ho preso un volo e sono andato a trovarlo con l'intenzione di non far andare disperso un pezzo di memoria (un 'patrimonio') della mia famiglia. In verità, non pensavo ne sarebbe uscito qualcosa di più che una sorta di diario. Gli apprezzamenti e i riscontri di questi giorni intorno al mio libro mi portano a credere di aver fatto un buon lavoro, oltreché una cosa giusta.

 

 

-E' stato facile calarsi nei panni dello scrittore?

Quando son partito avevo una paura fottuta! Temevo di essermi lanciato in una sfida più grande di me. Avevo anche chiesto consigli e suggerimenti, ma alla fine davanti al foglio bianco sei da solo e da solo te la devi cavare. Aggiungo una cosa che non so spiegare. La sensazione di un attimo. L'ho scritto anche nel prologo. Appena sono entrato nell'ascensore del palazzo dove vive Alberto a Santiago, è come se mi si fosse accesa una lampadina e un fluido avesse iniziato a scorrere dentro di me. Insomma, non mettetevi a ridere: in quel momento ho sentito che il libro ha cominciato a sriversi da solo...

 

 

-Lei manca dalla scena pubblica da qualche tempo: che genere di accoglienza sta trovando per adesso il suo libro?

E' sorprendente per molti versi. Appena ho postato su Facebook e Instagram la mia foto con in mano la prima copia del libro sono stato sommerso dai like. Una cosa mai successa prima, almeno non in queste proporzioni. Poi i giudizi più che lusinghieri di Franco Muzzio, della casa editrice Tarka, che ha subito creduto in me come narratore; di Luca Telese, giornalista e scrittore, che ha curato la prefazione; di Claudia Fusani, anch'ella giornalista e scrittrice, che addirittura ne intravede la trama di un film; di Giacomo Bugliani, esponente di rilievo del Pd toscano, che nella presentazione a Montereggio ha colto la profondità del 'viaggio interiore' del protagonista del libro. Per non dire, infine, degli amici che commentano in pubblico o mi scrivono in privato per felicitarsi e fare i complimenti.

 

-E' nato un Fabio Evangelisti nuovo, in versione romanziere, oppure questa sarà la sua ultima fatica letteraria?

Francamente non lo so! Questo libro l'ho scritto di getto, senza nemmeno rileggerlo. Di giorno parlavo con Alberto e Betty, sua moglie, e mi facevo raccontare. Di notte scrivevo. Poi, mandavo ogni capitolo ai miei figli per avere una loro prima impressione e per eventuali osservazioni e correzioni. Le famiglie Evangelisti e Rosselli sono state un preziosissimo aiuto. Per mesi, però, ho avvertito come un senso di nausea all'idea di rimetterci sopra le mani, di dover anche soltanto rileggerlo. Alla fine, grazie anche al lavoro di editing di Virginio Sala e dello staff della Tarka libri, sono riuscito nella vera impresa: la correzione delle bozze! Sarà la mia ultima fatica letteraria? Ripeto: non lo so. La scrittura è la mia seconda passione. La prima resterà sempre la Politica (quella con la P maiuscola). Chissà cosa ci riserverà il futuro...

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