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Persiani: "Più sicurezza e contrasto dell’immigrazione illegale"

"Occorre ridefinire le priorità di intervento e applicare la legge con più decisione"
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Più sicurezza per il nostro territorio vuol dire anche garantire un più efficace contrasto dell’immigrazione illegale. Premetto subito: nessuno deve sentirsi costretto a lasciare il proprio Paese e le proprie radici. I fenomeni migratori sono un problema complesso e globale, che dovrebbe essere affrontato dall’Italia e dall’Europa con i paesi di provenienza. Purtroppo ognuno pensa per sé, con uno scaricamento di responsabilità; così poi il problema si riscontra nei territori a livello locale, dove gruppi sempre maggiori di extracomunitari finiscono per rappresentare un’emergenza sociale e per la sicurezza. Un fatto è certo. Non possiamo accogliere tutti, anche in considerazione del fatto che fatichiamo sempre di più per poter vivere dignitosamente a casa nostra! Ci sembra dunque ragionevole un’amministrazione attenta ad affrontare primariamente i problemi di chi è italiano. Non possiamo più impegnare risorse per gli immigrati superiori a quelle destinate ad aiutare per esempio i cittadini italiani che sono invalidi al 100%. Non possiamo stabilire maggiori contributi per l’accoglienza degli stranieri rispetto a quelli rivolti alle politiche a sostegno degli italiani in povertà (in Italia, abbiamo 1 milione e 600 mila famiglie in povertà assoluta). Occorre poi che siano ben chiari i rischi legati all’accoglienza di immigrati illegali, troppo spesso in contatto con contesti criminali, a partire da quelle organizzazioni che si arricchiscono con il traffico di esseri umani, per proseguire con altre forme comunque gravi di delinquenza. Per questo dobbiamo prevedere la revoca di permessi di soggiorno, qualora già concessa, nel caso di commissione di reati come terrorismo, spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, violenza, danneggiamento, occupazione di edifici e terreni. Occorre velocizzare le procedure e garantire un maggiore controllo della polizia locale sul fenomeno dell’immigrazione. Non possono essere tollerati abusi in nome di un’idea di accoglienza incondizionata, che è chiaramente sbagliata e dannosa. Come amministrazione cercheremo di far revocare la cittadinanza italiana a quei soggetti anche solo responsabili di apologia del terrorismo islamico. Ci impegneremo a combattere la radicalizzazione educando al rispetto delle leggi italiane, difendendo tra l’altro anche la libertà di culto. Favoriremo l’osservanza e l’applicazione rigida della legge ai musulmani per quanto vietato anche ai cittadini italiani, quindi per esempio: il divieto della poligamia; il divieto di occupare il suolo pubblico per pregare, la chiusura dei circoli culturali abusivi, la limitazione di agevolazioni rivolte in modo esclusivo agli immigrati. Opereremo per favorire un’integrazione degli immigrati già presenti nel nostro territorio che preveda anche la conoscenza e il rispetto della cultura e delle tradizioni italiane. D’altra parte dovremo porre un limite a nuovi arrivi. Per questo, è nostra intenzione non aderire al cosiddetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), dove gli enti locali si impegnano a realizzare progetti di accoglienza di migranti, in funzione dell’attivazione di percorsi individualizzati di integrazione lavorativa e abitativa, di accesso ai servizi del territorio, di socializzazione. Riteniamo che questo non sia un modo corretto di gestire il problema dell’immigrazione, soprattutto se al contempo vengono dimenticati i bisogni essenziali e i diritti di molti italiani in difficoltà.

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